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06 settembre 2014

...e se vostro figlio fosse gay? Conclusioni


Traggo spunto da una serie di notizie per scrivere un super post cumulativo, pieno di riflessioni, link e collegamenti vari. Roba da emicrania, ma non troppo dai!

Partiamo con la chiusura della traduzione e pubblicazione del manuale per genitori che sospettano di avere un figlio gay. Una guida realizzata in origine dalla Stonewall, una delle più grandi associazioni LGBT inglesi, e tradotta, dopo gentile concessione, da Blondissime perchè chiara, sintetica e carinissima. Capitolo dopo capitolo vengono affrontati tutti i dubbi e le paure che un genitore può avere nello scoprire che il proprio figlio o figlia è gay o lesbica. Mi rendo conto che il nostro blog non è esattamente il più seguito e apprezzato da gente con figli (soprattuto se gay pure), però vai a sapere come sono i nuovi genitori moderni.

Sicuramente non sono come i genitori di Daniel Ashley Pierce che dopo aver fatto coming out è stato prima picchiato e poi cacciato di casa. Reazioni filmate e messe on-line. Il video ha fatto il giro del mondo fino a trasformarsi in una raccolta fondi in suo aiuto. E ancora una volta il crowdfunding ha sorpreso tutti perchè la cifra raccolta ha superato ogni più rosea aspettativa: più di 93.000 dollari contro i 2.000 richiesti.



Sarebbe bello che cifre anche più alte si riescano a raccogliere per un problema che in America non è solo di Daniel ma di milioni di adolescenti gay senza casa perchè cacciati dai propri genitori. I Los Angeles Gay & Lesbian Center sono un'associazione che tempo fa realizzò il bellissimo video Any Given Tuesday proprio per sensibilizzare l'opinione pubblica su questa assurda realtà, raccogliendo anche il sostegno di personalità importanti come Jamie Foxx, Elton John, Lisa Ling, Lisa Vanderpump, James Woods.



In conclusione: Daniel Ashley Pierce colpevole, secondo i suoi genitori, di essere gay, ha intitolato il video delle reazioni e del comportamento dei suoi genitori "Come non reagire quando vostro figlio vi dice che è gay". Noi invece abbiamo pubblicato un manuale che dopo una serie di capitoli specifici si conclude con l'unica vera reazione che un genitore dovrebbe avere se il proprio figlio/a dovesse confessargli di essere gay, cioè dirgli: "Ti voglio bene!" Poi fate un po' come cazzo vi pare!

Da questo link è possibile scaricare tutto il manuale: ...e se vostro figlio fosse gay?

27 febbraio 2014

...e se vostro figlio fosse gay? #9

Ultimo capitolo del Manuale per genitori che sospettano di avere un figlio gay. La domanda è lecita e la risposta è quasi stupida nella sua semplicità, ma estremamente difficile da capire per alcuni: essere gay rende la vita più difficile? No, essere gay non rende la vita più difficile (anzi su certe cose la semplifica e anche parecchio) è la realtà esterna che può rendere la vita di un gay difficile se non addirittura impossibile, altrimenti, come rilevano alcune ricerche i gay possono campare felici anche 100anni senza troppi problemi! Sono gli omofobi il vero problema per i gay che recenti ricerche dimostrano di non guadagnarci più di tanto da tutta questa paura e odio perchè scamperebbero in media 2 anni e mezzo in meno rispetto alle persone non omofobe. Stai all'occhio Giovanardi!


24 novembre 2013

...e se vostro figlio fosse gay? #8

Dopo una lunga pausa proseguo con la pubblicazione della guida per genitori che sospettano di avere un figlio gay. Dopo aver trattato l'argomento adozioni, ecco un altro punto particolarmente delicato per i genitori e per alcuni omosessuali: la religione. Scoprirsi omosessuali, ancora oggi, non mette solo in discussione tutti i propri affetti personali, ma anche il rapporto con la propria religione. Questa difficoltà viene spesso superata decidendo semplicemente di non credere più nella propria religione, ma soprattuto nella sua Chiesa. Non perchè i gay non abbiano una loro spiritualità o un sentimento religioso, ma semplicemente perchè la maggior parte delle religioni li odiano, a prescindere!

Anche in questo caso il fatto che la guida sia inglese porta gli autori a dare dei consigli e a descrivere una realtà molto diversa da quella italiana. In Italia la religione dominante (almeno a livello di facciata) è ancora quella cattolica della Sacra Romana Chiesa, una religione particolarmente gerarchizzata, chiusa e verticale che al dubbio e alla libera iniziativa concede decisamente poco spazio. In Inghilterra la forma più praticata di cristianesimo è l'anglicanesimo nato con la scissione dalla chiesa di Roma ad opera del re Enrico VIII. La Chiesa Anglicana è essenzialmente pluralista. Nel suo interno convivono (e spesso si scontrano) tendenze diverse, ed ogni comunità può fare capo ad esse ed assumere una forma di culto molto diversa. Ecco che per le famiglie con figli gay o per i gay stessi è più facile riuscire a trovare dei gruppi o delle vere e proprie chiese che hanno smesso di vedere l'omosessualità come un problema.

In Italia esistono molti gruppi di omosessuali cattolici che con costanza e pazienza cercano di coniugare la loro fede con il loro orientamento sessuale. Attraverso le testimonianze di altre confessioni religiose, il confronto e l'analisi dei testi sacri portano avanti il loro desiderio di vedere prima o poi una Chiesa più aperta ed inclusiva. Un sacco di tempo perso, secondo la sottoscritta, ma mi fermo qua altrimenti faccio su un ballarò da sola e non è questo il post giusto.
La Chiesa Evangelica Valdese credo sia l'unica chiesa in Italia ad aver smesso da tempo di considerare l'omosessualità dei propri fedeli come un problema, ma anzi, organizza incontri a tema, si batte attivamente per un contrasto chiaro e deciso all'omofobia e al riconoscimento delle coppia omosessuali! Tanta roba insomma, però non chiedetemi cosa sia una chiesa evangelica!
Insomma, anche se la realtà italiana è ben lontana da quella inglese, esistono comunque degli spazi, dei gruppi di confronto e di dialogo in grado di aiutare i genitori che vogliono continuare a vivere la loro esperienza di fede assieme a proprio figlio, anche se gay.


09 settembre 2013

...e se vostro figlio fosse gay? #7

La guida che stiamo pubblicando per genitori che sospettano di aver un figlio gay in realtà è la traduzione di una guida realizzata dall'associazione Stonewall, un'associazione LGBT di Londra, una sorta di ArciGay Italiano, ma organizzati meglio, più bravi e con più gusto estetico. Sono gli stessi che hanno realizzato la famosa campagna SOME PEOPLE ARE GAY. GET OVER IT! Che ora tutte le associazioni italiane stanno copiando, giusto per farvi capire. Mica pizza e fichi!

Comunque, dicevo questo perchè oggi trattiamo il capitolo figli e omogenitorialità e l'Inghilterra, come molti paesi europei (Italia esclusa) in questa materia è decisamente più avanti. Di conseguenza questo capitolo risulterà un po' strano perchè qua in Italia per una coppia gay diventare genitori è estremamente difficile anche se i figli nati da precedenti relazioni eterosessuali e ora cresciuti in famiglie omogenitoriali sono molti e non sono rari neppure i casi di figli avuti tramite inseminazione artificiale e tanti altri metodi legali solo all'estero e praticabili solo da chi ha pacchi di soldi. Queste famiglie in Italia è come se non esistessero, come non esistono ancora le coppie gay. Sono entrambe due realtà che la politica italiana, causa l'ingerenza spudorata della Chiesa e l'anzianità del nostro paese, non ha ancora deciso di affrontare e che chissà quando verrà mai affrontata degnamente, visto che sembra sia impossibile varare anche solo una semplice legge contro l'omofobia, senza prima snaturarla completamente rendendola praticamente inutile per tranquillizzare quella parte di cattolici che vogliono garantito il diritto di poter continuare a dire che noi e le nostre relazioni sono malate.

Insomma, qua in Italia sia fa fatica a parlare decentemente di omofobia, matrimonio gay, figuriamoci di omogenitorialità. Per questo motivo vi consiglio di leggere e seguire questo blogger The Queen Father, famiglia composta da una papà, un daddy e un figlio. Uno romanaccio e l'altro inglese (credo). Un blog che racconta in prima persona in modo semplice, diretto ironico e appassionato cos'è, com'è e come funziona una famiglia omogenitoriale. Per conoscere e di conseguenza smettere di avere paura. Recentemente ha cominciato a collaborare anche con Vanity Fair pubblicando qualche post ogni tanto dove parla, per l'appunto, di omogenitorialità.

Detto questo, se la preoccupazione dei miei genitori fosse quella che non potranno avere nipoti e diventare nonni, potrei anche prenderli a sberle. Mi spiace, ma il genere (bimbo) non mi piace, e non li avreste avuti manco fossi stato etero! :P


09 agosto 2013

...e se vostro figlio fosse gay? #6

Gli insulti che un gay deve sopportare a scuola hanno una precisa e costante escalation di virulenza: partono dal femminuccia alle elementari/medie per arrivare al rotto in culo alle superiori. Riuscire a sopravvivere a tanto affetto è una cosa che o si impara subito oppure ci si ammazza. E ognuno a modo suo elabora le proprie strategie. C'è chi punta tutto sul mimetismo, e non intendo uniformarsi al gruppo, ma assumere le stesse sembianze di un banco vuoto per non attirare attenzione. E chi sviluppa sottili e perfide strategie di distrazione di massa: cioè individuare un altro soggetto debole e fare in modo di convogliare contro di esso tutta la stupidità e crudeltà ormonale dell'adolescenza. E chi sul ridi che ti passa... autostima compresa.

La cosa peggiore del bullismo omofobo è che, salvo rari casi, la vittima non può contare sul sostegno della propria famiglia. Puoi chiedere conforto ai tuoi genitori se a scuola ti chiamano balenottera, quattrocchi, sfigato, ecc. Molto più difficile è pensare di dirgli che sei gay, a scuola ti chiamano frocio e sperare che la notizia a fare davvero scandalo siano gli insulti invece che il proprio coming out. Insomma, il più delle volte questa mossa può rivelarsi controproducente e invece che risolvere un problema ne crea uno nuovo, anche peggiore. In una situazione simile l'unica speranza rimangono gli amici... ma chi vuol essere l'amico di un frocio senza correre il rischio di fare la stessa fine? Situazioni delicate, I know, ma non insolite o incomprensibili per questo ignorarle non è assolutamente una soluzione.



16 luglio 2013

...e se vostro figlio fosse gay? #5

Capitolo primi fidanzatini. Già è difficile quando sono etero, figurarsi quando il fidanzato di vostro figlio è un altro ragazzo. Io sto problema non ce l'ho mai avuto, primo perchè i miei genitori mi vietarono di uscire con altri gay fino a prova conclamata della mia omosessualità, poi non ebbi mai un fidanzato in quel periodo. Mi struggevo d'amore per un tizio della mia stessa scuola che non ho mai avuto il coraggio manco di salutare!
Comunque, se avete un figlio che a 16/20 vi ha rivelato di essere gay e di avere pure un fidanzato (sappiate che io lo odio)... e siete sopravvissuti ad entrambe le notizie, ecco i consigli da seguire.


24 giugno 2013

...e se vostro figlio fosse gay? #04


Quarto capitolo del Manuale per genitori che sospettano di avere un figlio gay, o una figlia lesbica. Ringraziamo ancora Stonewall che ci ha permesso di utilizzare e tradurre il loro materiale e che in questi giorni sta seguendo e sostenendo alla grande tutti i delicati passaggi della legge che permetterà finalmente a gay e lesbiche inglesi di sposarsi come tutti gli altri.

Ma torniamo a noi, ormai il dubbio è diventato certezza e ora, mi dispiace, ma carissimi genitori dovete accettare la dura verità. Vostro figlio è gay! E uno dei tanti aspetti postivi che nessuno prende mai in considerazione è che non vi porterà mai casa un fidanza incinta per caso.

Ma passiamo subito a leggere quali sono i consigli del manuale.


26 maggio 2013

...e se vostro figlio fosse gay? #03

Il buon weekend di questa settimana era offerto da Memole. Cosa? Non c'è nessun buon weekend? Ecco appunto.
Quindi io continuo con la pubblicazione del manuale per genitori che sospettando di avere un figlio gay. Il bastardello/a ha fatto coming out, oppure l'avete sgamato voi e ora siete preda di mille dubbi? Uno tra i tanti sarà sicuramente: ma dove ho sbagliato? Cos'ho fatto di male? Ecco, se può consolarvi sappiate che voi non centrate proprio una mazza, rovinarsi la vita su questa domanda equivale a dannarsi l'anima chiedendosi perchè vostro figlio è mancino. E se anche riusciste a trovare mai una motivazione ciò non cambierebbe comunque la situazione.

Non esistono giochi in grado di trasformare automaticamente vostro figlio/a in un omosessuale. Se esistessero li staremmo già spacciando fuori da tutte le scuole e gli asili!

Nonostante questo sia una dato scientifico ormai assodato sono ancora troppe quelle associazioni (solitamente religiose) che spacciano l'omosessualità come una malattia dalla quale è possibile guarire. La storia che propinano è sempre la stessa: madre invadente + padre assente = gay, oppure, madre assente + padre invadente = lesbica. Prega tanto, evita tutti gli omosessuali come te e vedrai che torni etero. Balle, cazzate. Conosco un sacco di gay che hanno un rapporto migliore col padre che con la madre e che dire di quei gay/lesbiche che magari crescono con un solo genitore? I maschi che crescono solo con la madre dovrebbero diventare automaticamente gay, vice versa le donne tutte lesbiche, oppure i figli di coppie gay dovrebbero crescere per forza omosessuali, invece così non è! Troppo facile, non funziona così, nessuno sa ancora come funziona, l'unica cosa che si sa con certezza è che non si può scindere una persona dal suo orientamento sessuale senza causarle sofferenza e danni assurdi.

Quindi tranquilli, è andata così, non potete farci niente e non c'è niente di male, non avete perso un figlio avete solo scoperto che i figli non sono la copia sputata dei genitori, non in tutto almeno.



01 maggio 2013

...e se vostro figlio fosse gay? #02

Avanti così con la pubblicazione dell'utilissimo e carinissimo manuale per genitori che sospettando di avere un figlio gay e mannaggialimortacci magari è pure vero.
A coming out fatto sono tante le domande, i dubbi e le perplessità che possono sorgere. Cominciamo ad analizzarne alcuni.
Uno dei più comuni è ritenere che l'omosessualità del proprio figlio possa essere solo una fase. La faccio breve: uno non dice o ammette di fronte ai propri genitori di essere gay se non è sicuro al 100% della cosa. È vero, certe famiglie possono essere mortalmente noiose, ma inventarsi di essere gay o bisessuali e lanciare la notizia in mezzo al tavolo all'ora di cena come una bomba a mano è davvero poco probabile oltre che masochistico. Ci sono un sacco di modi per mandare giù di testa i propri genitori senza tirare in ballo gli orientamenti sessuali, tipo drogarsi, votare Lega o ascoltare gli One Direction! Tutti sintomi evidenti di disturbo della personalità, comunque.
Tutto un altro discorso sono quei casi in cui un figlio prima di rendersi conto di essere gay deve prima sposarsi e magri avere pure un figlio. Insomma ci sono gay o lesbiche che maturano presto e altri tardi.

Comunque anche i miei genitori quando lo seppero ebbero la stessa speranza. Cioè: secondo loro la mia omosessualità poteva essere solo una delle mie tante fisse (che ammetto, in certi casi sfioravano la patologia), al pari di Enya, Tolkien, I Cavalieri dello Zodiaco, Lotti e Sailor Moon, ecc... Di conseguenza invece che fidarsi di me, decisero di portarmi prima da un psicologo e poi da uno psicanalista. Il primo abdicò ritenendosi non adatto al compito, o almeno così mi dissero, il secondo, consigliato vivamente da un prete amico di famiglia, mise fine al tutto diagnosticando inequivocabilmente la mia omosessualità e distruggendo ogni loro speranza. Fortunatamente lo psicanalista consigliato dall'amico prete non riteneva l'omosessualità una malattia (visto chi lo raccomandava non era una cosa tanto scontata), ma anzi, si rese disponibile per aiutare i miei genitori nel difficile percorso d'accettazione. Ovviamente non accettarono, il paziente ero io non loro, ma questo almeno mi evitò di finire in qualche programma di terapia riparativa o roba simile a base di preghiere e cilici e di mantenere la passione smodata per Enya, Tolkien, I Cavallieri dello Zodiaco e Sailor Moon. Scheeeerzo, ora son passate... non tutte però. E se ne sono aggiunte altre.



08 aprile 2013

...e se vostro figlio fosse gay? #01

Le Blondes per il 2013 hanno deciso di dispensare anche qualche piccola perla di saggezza tra una vagonata di stronzate e l'altra. Ecco il primo capitolo del manuale ... e se vostro figlio fosse gay? per quei genitori che sospettano di avere un figlio o una figlia omosessuale. E proprio qua sta il punto, come gestire questo sospetto? Cosa fare perché vostro figlio si fidi di voi e vi dica di essere gay. Sempre che lo vogliate sapere, c'è chi preferisce far finta di niente. Pure dopo averlo saputo.

Vi racconto brevemente come i miei genitori gestirono la cosa. Di fronte ad alcuni miei atteggiamenti considerati ostili, ribelli e poco usuali per una famiglia fortemente cattolica, cercarono di ottenere delle spiegazioni. Il punto è che io ci provai anche a buttar lì l'argomento, ma l'unica opinione in merito che ottenni fu un carinissimo: "I gay sono dei porci." Parole che non lasciavano presagire nulla di buono. Presi in considerazione l'eventualità di rimandare il mio coming out più avanti possibile, magari in un'altra vita. Solo dopo un bel po' di tempo capii che le opinioni che i propri genitori hanno sugli omosessuali, quando ancora non sanno di avere un figlio o una figlia gay, bisogna cercare di perdonarle e vederle come una battuta di pessimo gusto detta da un vostro amico ubriaco marcio, frutto di totale incoscienza. Sempre che dopo le abbiano cambiate però!

Ebbene, durante uno di questi tentativi di dialogo genitore/figlio, nei quali mia madre cercava di estorcermi il perché di certi miei comportamenti (cristo, mi ero solo fatto biondo e due buchi in un orecchio! chi non l'ha fatto negli anni 90, non era fondamentale essere gay per farlo... o sì? Memole non l'ha fatto solo perchè non li aveva già più i capelli  negli anni 90) mi disse: "Io lo so cosa c'è che non va, ma voglio che me lo dica tu". E un generale e diffuso senso di panico si impadronì di me, togliendomi il sonno per un pò di tempo.

Nel giro di qualche mese forzai la tabella di marcia che mi ero fatto, avevo bisogno di rinforzi, da solo non ce l'avrei fatta, e feci coming out con la mia migliore amica, non chè compagna di classe (un bacione piccola, ovunque tu sia - l'essenziale è invisibile agli occhi) e con mia sorella più piccola (grazie sister, spero di non averti sconvolto troppo l'adolescenza, che già è un bel casino di suo, sei stata una roccia).

Col senno di poi, con tutto il tempo che è passato, un po' rido e un poco mi commuovo, come andò a finire? beh se vi interessa, e se mi va, ve lo racconterò nel prossimo post e un nuovo capitolo del manuale ...e se vostro figlio fosse gay?



...come cazzo è successo che sta idea di pubblicare un manuale per genitori con figli gay si sta trasformando in una specie di psicanalisi personale!? Memole, +Bree Van de Vamp, +Simonetta La Stagista subito un post cazzaro please!

29 marzo 2013

...e se vostro figlio fosse gay? #00




Dopo le due bellissime ed esemplari lettere di genitori ai propri figli gay che hanno fatto il giro del web: una recente qui e l'altra un po' meno qua. Blondissime è lieta di anticiparvi l'arrivo di una nuova, interessante e carnisssssima rubrica. Frutto dello sforzo di tutto lo staff blondissime e di una joint venture con Stonewall (hai quali abbiamo praticamente copiato il lavoro): ...e se vostro figlio fosse gay? Manuale per genitori che sospettano che loro figlio sia... gay. No. Lo so che per alcuni genitori farsi questa domanda equivale a vero e proprio terrorismo psicologico. Ma cari, fatevene una ragione, i vostri figli, oltre che biondi o mori, alti o bassi, potrebbero essere anche etero o gay e ignorare a tutti i costi questa eventualità non vi metterà al riparo.

In Italia quasi nessuno affronta decentemente questo tema (secondo me importantissimo): come deve comportarsi un genitore se scopre o sospetta che proprio figlio sia gay? Cosa fare e cosa evitare?
Periodicamente pubblicheremo domande e risposte per questi genitori che non chiedono altro di capire come essere dei bravi genitori e come non compromettere il rapporto con i propri figli per colpa di stupide paure o ignoranza, nel senso più neutro del termine, cioè che nessuno ha mai insegnato loro come affrontare un'eventualità simile.

Ci piace immaginare che grazie a questo piccolo manuale possano aumentare sempre di più dei magnifici ed emozionanti casi di coming out come quelli letti di recente. Nella speranza che un evento così delicato possa sempre di più trasformarsi da momento traumatico a evento speciale.

Dimenticavo, a scanso di equivoci, informo che in nessuna parte di questo piccolo manuale è contemplata la possibilità di poter riparare vostro figlio!

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