Visualizzazione post con etichetta Omofobia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Omofobia. Mostra tutti i post

05 gennaio 2015

Il logo Expo si macchia di omofobia


Obiettivo Chaire è un'associazione che si propone di aiutare giovani e meno giovani feriti nella propria identità sessuale, in particolare per tendenze di natura omosessuale e si impegna nella ricerca delle cause che contribuiscono alla diffusione di atteggiamenti contrari alla legge naturale, riconoscibile dalla ragione rettamente formata. Se siete riusciti a non vomitare dopo queste tre righe di cazzate, sappiate che questa specie di associazione, insieme ad un simpatico gruppo come Alleanza Cattolica ha organizzato un convegno, in occasione della giornata per la famiglia che si terrà il 17 Gennaio. A tale convegno, che sarà finanziato dalla Regione Lombardia (della serie spendiamo bene i nostri soldi) e in cui si tenteranno di trovare rimedi e cure a questo male che affligge il mondo, l'omosessualità, parteciperà anche il governatore Maroni, ex segretario della Lega. Fin qui niente di sconvolgente, che ti vuoi aspettare dalla Lega? Il problema è che nel manifesto dell'evento compare in maniera molto visibile il logo di Expo.


E cosa c'entra Expo in tutto ciò? Se lo sono chiesto in molti, a partire da Galantucci di Arcigay fino a Gabbai del PD che ha dichiarato: "E' sconcertante perchè oltre a negare l'evidenza dei fatti e dell'evoluzione della società, ci si ostina a propagandare e a sostenere tesi oscurantiste e omofobe".


E mentre i Giovani democratici, Arcigay e L'Altra Europa di Tsipras hanno già organizzato un presidio fuori dall'auditorium durante il convegno del 17 Gennaio, c'è chi, come il capogruppo della Lega al Pirellone, Massimiliano Romeo, cerca di trovare una giustificazione a questo scempio, sostenendo che in tutte le iniziative della Regione Lombardia comparirà il logo di Expo. 
Ma come è possibile che ciò venga permesso? Chi ha il diritto di associare il logo di Expo ad un'iniziativa tremendamente omofoba che ha come obiettivo la cura dell'omosessualità, che tra l'altro NON è una malattia? Expo si è macchiato di omofobia e soprattutto di ignoranza, come se mazzette e magnamagna vari non fossero bastati ad infangare quella che di per sè sarebbe una grande iniziativa italiana.

26 dicembre 2014

Gli omosessuali potranno donare il sangue negli Stati Uniti ma solo ad una condizione: un anno di castità


A partire dal prossimo anno gay e bisessuali negli Stati Uniti potrebbero avere la possibilità di donare il sangue. La Food and Drug Administration statunitense ha infatti proposto il blocco del divieto in vigore da 31 anni, stabilito da una legge del 1983, emanata in seguito all'aggressiva diffusione del virus dell' HIV e dell'epidemia Aids. La legge prevedeva che omosessuali, prostitute e tossicodipendenti, soggetti considerati statisticamente più a rischio di contagio, non avrebbero potuto donare il sangue per tutta la vita. Al giorno d'oggi i più recenti test sono in grado di rilevare la presenza del virus nel sangue anche dopo soli 9 giorni dal contagio, quindi è molto semplice stabilire se una sacca di sangue è infetta. Per questa ragione gli attivisti per i diritti LGBT ritengono che il divieto sia ormai discriminatorio e basato su timori infondati. 
La proposta della Fda dovrebbe essere ufficializzata a Gennaio 2015, seppur con una condizione abbastanza discutibile. I donatori non potranno aver avuto rapporti nei DODICI mesi precedenti. Un anno di castità obbligatorio per chi vuole donare. A questo punto, dico io, tanto vale mantenere valido il divieto, perché questa clausola è molto più discriminatoria del divieto stesso. Non basterebbe la condizione di monogamia? Non sarebbe sufficiente che i donatori garantissero di avere avuto solo rapporti protetti? Agli eterosessuali è richiesto un anno di castità? Non mi sembra proprio! La American Civil Liberties Union si è dichiarata "non pienamente soddisfatta", beh a me invece pare proprio una gran paraculata.

29 ottobre 2014

Un grande assente nella campagna contro le discriminazioni di Avvenire e Famiglia Cristiana


Bellissima la nuova campagna contro le discriminazioni lanciata da Avvenire e Famiglia Cristiana.
#migliorsipuò è l'hashtag associato all'iniziativa. Le parole possono uccidere è proprio vero, peccato che tra i tanti insulti frutto di pregiudizi e causa di sofferenze o ingiustizie ne manchi uno ancora largamente utilizzato come "frocio" "ricchione" "culattone" e via di sinonimi vari, c'era l'imbarazzo della scelta. Semplice dimenticanza, ipocrisia, poco coraggio, omertà? Migliori si può, esatto, quindi siatelo!




18 ottobre 2014

L'On. Merda sbarca in Europa


"Lobby gay? Altro che lobby, in Europa c’è un esercito di gay, qui ce ne sono tantissimi. Qui alla fine c’è una dittatura delle minoranze. I gay qui sono dappertutto, anche in posti notevoli, i più importanti all’interno della struttura della Comunità Europea. Loro sono riveriti, garantiti e serviti. Se dici che sei cristiano ed eterosessuale ti sembra veramente di essere una minoranza o un difetto. Io eterosessuale mi sento quasi un estraneo nel Parlamento Europeo. Uno che è omosessuale lì ha dei vantaggi evidenti rispetto all’eterosessuale. E’ come se avessero un’immunità permanente. Si vantano di essere omosessuali, si esibiscono e sembra quasi che abbiano un passepartout per qualsiasi cosa”. ” Dire ‘frocio’ o ‘finocchio’ è come dire ‘omosessuale’. Qual è il problema? Questi vogliono passare per vittime, mi usano per far vedere che Buonanno è omofobo. Ditemi tutto, ma non omosessuale." Via La Zanzara

Parole di un povero troglodita sbarcato in un paese civile! Ma io mi chiedo: con tutto il casino fatto per le affermazioni di Barilla o per un libricino di barzellette gay perché questo elemento rimane ancora al suo posto a vantarsi sempre di più della sua stupidità insultando impunemente gli altri?! Forse che un piatto di pasta, due biscotti secchi da pucciare nel latte o un inserto in edicola siano più importanti di un politico che in parlamento discute, fa o blocca leggi?! Finché lui continuerà a chiamarci froci io mi sento autorizzato a chiamarlo merda, anzi, l'On. Merda!

06 ottobre 2014

Una domenica tra sentinelle anti-gay, anti-sentinelle gay e non, e pure un finto Hitler


Purtroppo le sentinelle in piedi le conosciamo tutti, sono quei poracci che manifestano contro i diritti della comunità LGBT, quei diritti che tra l'altro NON ESISTONO in Italia. Ma loro si portano avanti e scendono in piazza rimanendo fermi e silenziosi mentre leggono un libro, anche se io credo che fingano di leggere. Sì perché se leggessero un po' di letteratura di qualità alzerebbero il loro scarso livello di cultura e intelligenza e capirebbero che la loro protesta è mediocre e anacronistica. Detto questo, le sentinelle ieri si sono organizzate e sono scese in cento piazze italiane (a me pare un numero un po' pompato). In alcune piazze erano pure numerosi, in altre erano due gatti a manifestare la loro contrarietà alla natura umana. Alcuni di loro si dicono indignati perché vengono accusati di omofobia, eppure non vedo il perché non dovrebbero essere considerati omofobi. Hanno paura dell'omosessualità, paura che i figli che vengono abbandonati da genitori ETEROsessuali possano trovare amore in una famiglia omosessuale. Forse preferirebbero che quei bambini crescessero in istituti o che venissero affidati temporaneamente a una famiglia dopo l'altra. E allora non solo si meritano l'appellativo di omofobi, ma pure ignoranti e scellerati. 


In alcune città sono stati contrastati da gruppi di giovani, in particolar modo a Torino, mentre a Bergamo è accaduto un fatto paradossale. Tra le sentinelle è comparso un giovane travestito da "nazista dell'Illinois" (resi celebri dal film Blues Brothers) che teneva in mano una copia del Mein Kampf e sul braccio il simbolo utilizzato da Chaplin nel Grande Dittatore. Ai suoi piedi un cartello: "I nazisti dell'Illinois stanno con le sentinelle". Per quanto mi riguarda questa è una vera protesta, la protesta di un giovane che paragona (giustamente) le opinioni delle sentinelle a quelle dei nazisti. Ora però, paradossalmente, lui è l'unico a rischiare un'accusa di apologia di fascismo. 


16 settembre 2014

L'assassino del giovane brasiliano era un gay represso, reduce da quelle maledette "terapie riparative"


Come molti altri siti, anche noi di Blondissime vi abbiamo riportato la tragica e complessa vicenda dell'assassinio di João Antônio Donati, il diciottenne brasiliano trovato morto in un campo alla periferia di Inhumas lo scorso mercoledì. Gli elementi hanno da subito portato a credere che il delitto fosse di matrice omofobica (il cadavere è stato trovato con un biglietto in bocca, recante il seguente messaggio: Fermiamo la piaga dei gay). La polizia ha identificato l'assassino, l'agricoltore ventenne Andrie Ferreira da Silva e ricostruito la vicenda. L'agricoltore avrebbe abusato di Joao prima di torturarlo e soffocarlo. L'atto sessuale andava apparentemente a contrastare con la scritta omofoba e con le dichiarazioni dell'omicida che continuava insistentemente a sostenere di non essere gay, se non fosse per gli elementi che sono emersi in seguito. Andrie si era sottoposto a quelle dannate terapie che si pongono l'assurdo e sbagliato obiettivo di "guarire l'omosessualità". Sì perché ancora oggi esistono le "terapie riparative" e purtroppo vengono spesso promosse dalla chiesa e non condannate dalla politica. L'omofobia è la malattia, l'omosessualità è solo una delle tante sfumature della sessualità e reprimerla può avere effetti devastanti, così come reprimere altri sani istinti che fanno parte della nostra natura. La brutalità del gesto dell'assassino di Andrie ne è la prova. 

Altre terribili notizie stanno giungendo da diverse parti del mondo e noi continueremo a parlarne, eppure, nonostante la gravità di questi fatti, nessuno in Italia ha speso una parola, non sono servite nemmeno le parole dell'amatissima Laura Pausini a ridestare l'attenzione dei mass-media, troppo impegnati a parlare di orsi e di Belén. 



13 settembre 2014

Trovato assassino del ragazzo gay ucciso a Inhumas


Nel tardo pomeriggio di ieri la polizia ha arrestato l'assassino di João Antônio Donati, 18 anni, trovato morto mercoledì (qui l'articolo di Blondissime), con segni evidenti segni di aggressione. Si era ritenuto che l'omicidio fosse di natura omofoba, a causa di un biglietto recante la scritta Fermiamo la piaga dei gay, ma ora che Andrie Ferreira da Silva, 20, ha confessato, la motivazione dell'omofobia non regge più. I due ragazzi, entrambi gay, avrebbero infatti avuto un rapporto sessuale proprio sul luogo del delitto, prima della colluttazione che ha provocato la morte del più giovane. Andrie, a cui erano caduti alcuni documenti durante l'aggressione, è stato arrestato nel campo di pomodori dove stava lavorando e non ha opposto resistenza, confessando subito il reato ma smentendo la natura omofoba del reato. Rimangono dubbi circa il messaggio scritto sul biglietto e le fratture alle gambe. 

12 settembre 2014

Trovato il corpo di un ragazzo brasiliano, torturato e ucciso perchè gay


Cari lettori, sapete benissimo che noi di Blondissime cerchiamo sempre di strapparvi un sorriso, di prenderci poco sul serio. Oggi purtroppo sono costretto a riportarvi un fatto che mi lascia senza forze, senza parole, e decisamente con poca speranza. Negli ultimi giorni sono giunte dal Brasile troppe notizie riguardanti fatti di natura omofoba: due ragazzi scomparsi, una discoteca gay incendiata e mercoledì 10 settembre il ritrovamento del cadavere di un diciottenne. Il corpo è stato rinvenuto con entrambe le gambe rotte e segni di evidenti torture, in un campo della città di Inhumas. João Antônio Donati, era un ragazzo gay, un comune diciottenne che fino a pochi giorni fa pubblicava selfies sul suo profilo facebook. E' stato inequivocabilmente accertato che il reato è di natura omofoba, il ragazzo aveva infatti in bocca un foglietto con scritto sopra: fermiamo la piaga dei gay.
Non pubblicherò i macabri scatti, non commenterò nulla, perché non mi vengono le parole, scende solo una lacrima, ma quella non si può scrivere...

06 settembre 2014

...e se vostro figlio fosse gay? Conclusioni


Traggo spunto da una serie di notizie per scrivere un super post cumulativo, pieno di riflessioni, link e collegamenti vari. Roba da emicrania, ma non troppo dai!

Partiamo con la chiusura della traduzione e pubblicazione del manuale per genitori che sospettano di avere un figlio gay. Una guida realizzata in origine dalla Stonewall, una delle più grandi associazioni LGBT inglesi, e tradotta, dopo gentile concessione, da Blondissime perchè chiara, sintetica e carinissima. Capitolo dopo capitolo vengono affrontati tutti i dubbi e le paure che un genitore può avere nello scoprire che il proprio figlio o figlia è gay o lesbica. Mi rendo conto che il nostro blog non è esattamente il più seguito e apprezzato da gente con figli (soprattuto se gay pure), però vai a sapere come sono i nuovi genitori moderni.

Sicuramente non sono come i genitori di Daniel Ashley Pierce che dopo aver fatto coming out è stato prima picchiato e poi cacciato di casa. Reazioni filmate e messe on-line. Il video ha fatto il giro del mondo fino a trasformarsi in una raccolta fondi in suo aiuto. E ancora una volta il crowdfunding ha sorpreso tutti perchè la cifra raccolta ha superato ogni più rosea aspettativa: più di 93.000 dollari contro i 2.000 richiesti.



Sarebbe bello che cifre anche più alte si riescano a raccogliere per un problema che in America non è solo di Daniel ma di milioni di adolescenti gay senza casa perchè cacciati dai propri genitori. I Los Angeles Gay & Lesbian Center sono un'associazione che tempo fa realizzò il bellissimo video Any Given Tuesday proprio per sensibilizzare l'opinione pubblica su questa assurda realtà, raccogliendo anche il sostegno di personalità importanti come Jamie Foxx, Elton John, Lisa Ling, Lisa Vanderpump, James Woods.



In conclusione: Daniel Ashley Pierce colpevole, secondo i suoi genitori, di essere gay, ha intitolato il video delle reazioni e del comportamento dei suoi genitori "Come non reagire quando vostro figlio vi dice che è gay". Noi invece abbiamo pubblicato un manuale che dopo una serie di capitoli specifici si conclude con l'unica vera reazione che un genitore dovrebbe avere se il proprio figlio/a dovesse confessargli di essere gay, cioè dirgli: "Ti voglio bene!" Poi fate un po' come cazzo vi pare!

Da questo link è possibile scaricare tutto il manuale: ...e se vostro figlio fosse gay?

31 agosto 2014

Tutte le migliori barzellette gay... compresa questa!


Manco dal web da quasi due settimane e scopro che c'è gente ancora incazzata per quel libricino di barzellette gay allegato a Visto. Allegato che nessuno a letto, ma sul quale tutti hanno una loro opinione ben precisa! Ma fatevela ogni tanto una risata che magari domani vi svegliate etero! Più che un libro di barzellette c'è in giro un sacco di gente che ha bisogno di antidepressivi... o di cazzo.

Le barzellette si basano spesso sugli stereotipi e sul politicamente scorretto. Può piacere o no, ma il loro funzionamento è dovuto in gran parte a questo. C'è un italiano, un francese e un tedesco... e giù di stereotipi e luoghi comuni! Arrivata alla mia età io faccio distinzione solo tra barzellette che mi fanno ridere e barzellette che non mi fanno ridere, tirare in ballo l'omofobia in questo caso mi sembra veramente, visto l'argomento, ridicolo.

Ricordo una piccola raccolta di barzellette gay scritta da Angelo Pezzana, il fondatore del Fuori (il primo vero movimento di liberazione omosessuale italiano) Si fa... per ridere, sto parlando di un libricino uscito nel 1998!!! Realizzato da un super gay militante!!! È pieno di storielle suddivise per tipologia, alcune divertenti altre meno, altre per niente. Trattasi di omofobia anche in questo caso?! Io non credo.
Io credo che nessuno abbia letto questo allegato di Visto - che tra l'altro ha cercato solo di smerciare i fondi di magazzino di una raccolta di libri di barzellette del 2012 su qualsiasi argomento, acquistabile in ogni libraria - e credo che certi gay stiano diventando simpatici e intelligenti come i cani che abbaiano alla loro ombra.


Esilarante la versione di chi si scaglia contro l'allegato della rivista perchè le fragilissimissimissime menti dei poveri ragazzi adolescenti vanno protette da queste bombe di omofobia che diffondono una cultura dell'odio verso chi è diverso portandolo al suicidio!
Ma sono solo barzellette! Non sono dichiarazioni politiche, testi scolastici o leggi! Barzellette! I know? Quelle storielle stupide che si dicono tanto per far ridere? Che ormai nessuno racconta più e che spesso fanno ridere solo se si è ubriachi marci? Inutile dirlo, se non sei d'accordo con loro sei ovviamente Omofobo! E forse non hanno neppure tutti i torti perchè effettivamente, spesso questi atteggiamenti, mi causano un forte prurito alle mani. Ma sarà orticaria.

In sintesi la situazione, secondo me paradossale, è questa: i gay (termine che in origine significava gaio, allegro) italiani, cioè senza una straccio di diritti civili - nonostante 40 anni di movimenti e "lotte" - che strillano come checche isteriche contro un libro di barzellette. Forse uno è la causa dell'altro? Chissà?! Di sicuro non c'è un cazzo da ridere.

24 luglio 2014

Omofobo o non omofobo, questo è il problema?


Ho trovato interessante un articolo di Giovanni dall'Orto comparso sul numero di Giugno di Pride sull'omofobia. Facendola molto breve dall'Orto sostiene che il termine omofobia andrebbe usato con più accuratezza e cioè solo nei casi evidenti di reazioni o violenze insensate nei riguardi di gay, lesbiche e trans.

«In origine omofobo era chi aveva reazioni inconsulte o violente, e la proposta di legge (Scalfarotto nda) usa la parola proprio in questo senso originario. Oggi però se un cattolico afferma che l'omosessualità è immorale, viene subito accusato d'essere omofobico. E questo è sbagliato, perché non si tratta della stessa cosa. Quel cattolico è certo definibile bigotto, reazionario, clericale... però esprimere un giudizio morale oscurantista non è di per sé sintomo d'una fobia; semmai è sintomo d'una visione del mondo reazionaria e medievale... »

Trovo la riflessione molto interessante e in certi punti anche condivisibile. Gran parte della confusione alimentata a regola d'arte da certi gruppi cattolici e di estrema destra riguardo l'estensione della legge Mancino ai reati di omofobia ha origine proprio da questo. Il punto è che i termini reazionario, bigotto, clericale ormai hanno perso qualunque tipo di forza è un po' come dire biricchino, citrullo e accipicchia. Fanno ridere o nella migliore delle ipotesi non li si capisce proprio.

Penso che sia per questo motivo che si è affibiato l'aggettivo omofobo a qualsiasi tipo di opinione antigay e non credo che definire ignoranti queste persone sia sufficiente per rendere l'idea del peso e della stupidità delle loro opinioni (non perseguibili per legge, ci mancherebbe). Ma è anche innegabile che questa confusione ha dato agio a questi gruppi reazionari di imbastire una vera e propria lotta ideologica contro questa legge che ha come obbiettivo tutt'altro.


Ritornare ad un uso più corretto del termine omofobo forse può togliere un'arma importante a questi gruppi, ma con quali termini altrettanto efficaci potremmo poi definire queste persone e queste opinioni che spesso non hanno alcun tipo di fondamento scientifico ma sono basate su puro pregiudizio? E ancora: siamo sicuri che una parola ormai entrata così velocemente nell'uso comune e con una sfumatura di significati simile, possa fare marcia indietro, tornare ad un aspetto più clinico o specifico? Se razzismo significa trattare le "razze" diverse dalla propria come inferiori, dove sta la differenza con l"omofobia"? Se dare della scimmia a un nero è considerato razzista perchè non dovrebbe essere considerato omofobo dare dei malati ai gay? Oppure estendiamo il termine razzista anche per tutti quei comportamenti e pregiudizi antigay e lasciamo l'omofobia per i casi più estremi, cioè per gli insulti e le botte? Ma è vero anche che dare degli omofobi a tutti quelli che sono contrari ai matrimoni gay o alle adozioni è esagerato e non li si può etichettare con un termine che vorrebbe quasi condannarli a un reato. Forse l'omofobia è tutto questo e molto di più, ad esempio se aprissimo il capitolo omofobia interiorizzata questo post si trasformerebbe in un libro. Forse allora la proposta di legge Scalfarotto contro l'omofobia (che chissà se vedrà mai la luce) dovrebbe chiarire bene che tipo di omofobia vuole combattere. Lo fa? Secondo alcuni sì secondo altri no. E così siamo di nuovo nel caos. E se chiamassimo gli omofobi razzisti, anche se non è il termine più corretto è sicuramente quello più chiaro, quello che fa capire subito a che tipo di comportamento ci si sta riferendo, no?

Su molti social gira lo slogan: "L'omofobia non è un'opinione". Vero, ma non è neppure un reato. Dipende tutto da cosa si intende per omofobia. Com'è stato possibile arrivare ad un livello simile di confusione? Alla fine l'obbiettivo a me sembrava semplice: punire con un'aggravante tutte quelle persone che picchiano e insultano gay, lesbiche e trans in quanto tali. Forse il problema sta più nel termine INSULTO che in OMOFOBIA. Perché spesso a me sembra di vivere in un paese che rifiuta il politically correct come la peste, ma poi è pieno di persone talmente suscettibili che vedono insulti dappertutto anche quando magari, invece, si tratta solo di opinioni diverse. Condivisibili o meno, più o meno razziste, bigotte, reazionarie o omofobe? transofobe? lesbofobe? fobe?... ed eccoci di nuovo al punto di partenza.

Chiedo lumi a chi ha da accendere.


21 luglio 2014

Insegnante licenziata dalle suore perché non smentisce di essere lesbica


Trento, Istituto del Sacro Cuore. A un'insegnante non viene rinnovato il contratto perché è lesbica. Dopo che il caso è stato portato all’attenzione dell’opinione pubblica dai rappresentanti locali della Lista Tsipras, i vertici della scuola cattolica hanno prima cercato di giustificare il mancato rinnovo del contratto con generiche motivazioni di tagli del personale. Poi è arrivata la presa di posizione della direttrice, la madre superiora Eugenia.

Questo lo svolgimento dei fatti, come raccontato dall’insegnante. Prima è stata convocata dalla direttrice, ma il personale non le ha permesso di accedere alla segreteria, facendola accomodare nella saletta del ricevimento. «Evidentemente – dice la docente – quell’incontro non doveva avere testimoni. La direttrice mi ha fatto i complimenti per il mio lavoro, ma poi mi ha spiegato che c’era un problema: le voci che circolavano sul mio conto. Ho capito subito che si riferiva al mio orientamento sessuale. Mi ha chiesto semplicemente di smentirle, in cambio l’istituto avrebbe chiuso un occhio. Mi ha chiesto se è vero che ho una compagna: le ho risposto che sono cose che attengono alla mia sfera privata, estranee alla mia professione, che la mia vita sessuale e sentimentale non può essere oggetto di una discussione. Sapevo che il mio contratto sarebbe scaduto, non ho pensato ad impugnare il provvedimento, anche perché non volevo più avere nulla a che fare con un istituto che ha una posizione così scorretta, omofoba, fuori dalla Costituzione». 

Incredibili le dichiarazioni della madre superiora Eugenia Libratore che hanno fatto esplodere il caso anche sul fronte politico, in quanto l’istituto riceve finanziamenti pubblici. «Le ho detto che avevo saputo di quelle voci, che speravo fossero solo dicerie, perché devo tutelare l’ambiente scolastico – ha dichiarato la religiosa – Dovendo scegliere un’insegnante per una scuola cattolica, devo fare valutazioni anche dal punto di vista etico morale. Qui ci sono mille studenti, il nostro istituto ha una sua caratteristica, aspetti educativi e orientativi propri: dobbiamo difenderli, a tutti i costi». 

Immediata la reazione della Cgil, di Arcigay e delle più importanti associazioni che richiedono l’intervento del ministro Giannini. L’assessore provinciale alle Pari Opportunità, Sara Ferrari, ha sottolineato come l’ordinamento italiano vieti licenziamenti discriminatori basati sull’orientamento sessuale del lavoratore. 
Minaccia di intervenire anche la Provincia Autonoma di Trento. «Se il motivo della mancata conferma in servizio della professoressa fosse da ricondurre a motivazioni attinenti l’orientamento sessuale della stessa – ha detto il presidente della giunta provinciale, Ugo Rossi (Partito autonomista trentino tirolese) - è evidente che ci sarebbe la necessità di un immediato approfondimento da parte della Provincia, per il quale ci si riserva fin d’ora ogni valutazione». 
 
Immediata la risposta del ministro Giannini a poche ore dalla denuncia del triste fatto. Il ministero "valuterà il caso di Trento con la massima rapidità" e se emergesse un episodio "legato a una discriminazione di tipo sessuale agiremo con la dovuta severità", risponde prontamente il Ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini. Il ministero intende procedere - ha spiegato - a "un confronto chiaro e doveroso con le parti coinvolte. In queste ore sto raccogliendo gli elementi utili a comprenderne tutti gli aspetti. Laddove ci trovassimo di fronte a un caso legato ad una discriminazione di tipo sessuale agiremo con la dovuta severità".

fonti: lastampa.it; quotidiano.net

29 giugno 2014

Milano Pride. Cinquantamila cuori contro cinque sentinelle.



Franka ha scritto un bellissimo articolo che riassume perfettamente lo spirito del Pride. Tra le affollate vie di Milano si respirava amore, tanto amore e tanta voglia di felicità, di uguaglianza e di cambiamento. Non ci ha fermati niente e nessuno, non la pioggia che si alternava a momenti di caldo afoso, neppure quei tristi avanzi di sentinelle. Ebbene sì, c'erano pure loro. Ben cinque, ripeto cinque personaggi inquietanti con uno striscione che riportava le seguenti parole: Dio è morto anche per te. E per te. E per te. 
Io li ho incontrati da vicino. Mi ero appena stappato una birra in Piazza Duca D'Aosta quando sento alle mie spalle una voce che sussurra: Mi raccomando, qualsiasi cosa accada, voi durante tutto il tempo continuate a pregare! Io sono scoppiato a ridere, credendo si trattasse di qualcuno che sfotteva e imitava le "famosissime" sentinelle. Così mi giro ridendo e vedo questo personaggio con pantaloncini a quadri fin sotto il ginocchio, maglia color giallo pastello e "calzature" indefinibili. I nostri sguardi si incrociano, io osservo, incuriosito, attento, lui abbassa lo sguardo e scappa. Forse per timore, perché lui rappresentava cinque persone, io in quel momento ne rappresentavo cinquantamila, forse per un po' di vergogna verso se stesso. Eppure io gli avrei parlato, avrei chiesto il perché di tanto odio e rifiuto nei miei confronti, ma del resto cosa mi aspettavo da qualcuno che vorrebbe un mondo di falsità, un mondo che ignora l'amore vero? Quale dialogo mi aspettavo da chi un dialogo non l'ha mai nemmeno cercato e probabilmente non sarebbe in grado di sostenerlo?

Qui sotto alcuni dei miei scatti, le sentinelle non si vedono, non ho trovato loro foto nemmeno online. Come se non esistessero insomma...




22 giugno 2014

Indie Pride: musica contro l'omofobia


Abbiamo sempre portato fortuna alle varie campagne di crowfunding che abbiamo segnalato. Oggi cerchiamo di portare un poco di culo anche a questa interessante iniziativa.
Sto parlando dell'Indie Pride che su musicraiser.com sta cercando di raggiungere i 4.000 euro sufficienti per dare il via al progetto. Ma cos'è l'Indie Pride?

Indie Pride è una una festa, un festival, un'occasione speciale per dire a suon di musica NO all'omofobia. È nato a Bologna nel 2012 in concomitanza con il primo Pride nazionale ospitato dal capoluogo emiliano-romagnolo ed è già alla sua terza edizione. Nasce dall'idea che non si può pensare di lottare contro l'omofobia solo attraverso le leggi ma anche, e forse soprattuto, attraverso percorsi culturali ed educativi. Ecco che nasce l'Indie Pride, un festival durante il quale una grande quantità di ottimi artisti della scena musicale indipendente italiana saliranno sul palco per fare ciò che sanno fare meglio e fanno con passione, cantare. Ma i questo caso con una motivazione in più, cioè contro quel pregiudizio frutto di paura e ignoranza che si chiama omofobia.



Il programma dell'Indie Festival è in costante evoluzione perché sempre più cantanti e associazioni stanno offrendo il loro prezioso appoggio a questa iniziativa.
Nulla più della musica è in grado di unire, comunicare e abbattere frontiere e nulla è più bello di un concerto al quale è possibile partecipare con passione e senza pregiudizi. In più può essere un'ottima occasione per conoscere tanti cantanti e gruppi nuovi, spesso fuori dai riflettori del mainstream che però portano avanti con bravura e originalità un loro progetto sonoro.

In questo crowdfounding poi sono davvero tanti i ringraziamenti che si possono ottenere anche versano delle cifre tutto sommato abbordabili: dal biglietto omaggio, alla maglietta dell'evento, alla compilation, alla copia autografata dell'ultimo album dei Perturbazione (che quest'anno sono stati a Sanremo con L'Unica).

La pagina per le donazioni è QUESTA il sito officiale QUESTO e questa la pagina Facebook.

07 giugno 2014

Via gli opuscoli UNAR. In arrivo nuove linee guida per le scuole contro l'omofobia

La Ministra Stefania Giannini in un question time avvenuto l'altro giorno alla camera ha risposto alle domande del deputato omofobo Fabio Rampelli di Fratelli di Italia, particolarmente preoccupato dal fatto che nelle scuole stia entrando l'insegnamento della teoria del gender.
Non sopporta che qualcuno vada in giro a dire che l'identità sessuale di una persona sia formata da quattro elementi: l'identità biologica, l'identità di genere, il ruolo di genere e infine l'orientamento sessuale. A seconda di come si combinano questi elementi tra di loro si avranno risultati diversi.
Per l'On Rampelli è inconcepibile che degli omosessuali e delle persone transessuali entrino in contatto e abbiano possibilità di parlare con gli alunni. L'onorevole non si capacita di come e perché nonostante gli opuscoli dell'UNAR siano stati bloccati (buttando al macero milioni di investimenti) ci siano ancora scuole che attivino programmi contro l'omofobia che prendono spunto proprio da questi opuscoli.


In un mio personale mondo ideale (che secondo me varcate le Alpi esiste pure) mi sarebbe piaciuto che la Ministra Giannini rispondesse all'onorevole Rampelli che la Teoria del Gender non esiste, che l'identità sessuale di una persona è composta davvero da quegli elementi: lui, lei e gli stessi omosessuali e transessuali ne sono la prova vivente. Che gli opuscoli dell'UNAR avevano come obbiettivo aiutare gli insegnanti a strutturare percorsi di sensibilizzazione sul tema portando dati e informazioni ormai considerati quasi ovvi dalla comunità scientifica. Che nei casi da lui citati sono stati gli stessi istituti assieme ad alunni, insegnanti e genitori a organizzare quei percorsi, non sono stati atti di terrorismo culturale provenienti da un altro pianeta. Che impedire a una trans di parlare davanti a degli studenti che hanno fatto esplicita richiesta di un confronto di quel tipo è un atto fascista.


Purtroppo invece la Ministra si è limitata a dire che degli opuscoli UNAR non sa nulla, non è colpa sua, ha fatto tutto quello che c'era prima di lei e che comunque le risulta che siano stati riusciti a bloccarli anche perché le copertine erano davvero bruttine! Ha ribadito che la lotta al bullismo e all'omofobia non verrà sospesa ma che da settembre ci saranno delle nuove linee guida elaborate in stretta collaborazione con le scuole, gli insegnanti, gli studenti, le associazioni dei genitori, Topo Gigio e Papa Francesco in persona.

Una risposta in perfetto politichese, equilibrata, anche se discutibile. Mi insospettiscono però i titoli usciti su alcune riviste e siti di area cattolica omofoba che hanno gridato alla vittoria e alla fine dell'insegnamento dell'inesistente teoria gender nelle scuole. Avvenire ha praticamente avuto un orgasmo, pardon, un'estasi santissima. “Siamo molto soddisfatti” dichiara Rossella Musto, presidente dell’Associazione maestri cattolici italiani ai microfoni di radio Vaticana dove ribadisce il suo favore alla lotta contro qualsiasi discriminazione, citandole tutte tranne l'omosessualità e augurandosi che le nuove linee guida tengano conto della sacralità della famiglia e dell'unica visione secondo loro possibile e giusta della sessualità.


Come saranno le nuove linee guida della Ministra Giannini? Spero meno peggio di quanto si prospettano visto che l'isteria sollevata dagli omofobi contro gli opuscoli dell'UNAR continua a non avere una logica. Che cretina, dimenticavo che l'omofobia non segue alcuna logica, ma solo il pregiudizio, ecco, pensare di creare delle linee guida migliori assieme a chi non ragiona ma segue solo dei pregiudizi non mi pare un gran bel punto di partenza.
Vedremo, nell'attesa io riporto il link al post dove ho allegato e reso scaricabili gli opuscoli UNAR banditi dai politici che non hanno avuto il coraggio di opporsi alle pressioni del clero.


06 giugno 2014

What would you do? La candid camera con protagonisti due uomini che si baciano in un ristorante


La rete televisiva ABC trasmette dal 2008 un programma basato sulla tradizionale candid camera, in cui vengono testati alcuni esperimenti sociali. Ecco cosa è successo quando due uomini si sono seduti in un ristorante nel Missisipi, comportandosi come si comporterebbe una normalissima coppia di fidanzati. Supportati da un'attrice, complice degli autori che aveva proprio il compito di istigare i clienti del ristorante, i presenti non si sono risparmiati in giudizi e frasi del tipo: "non andrete in paradiso". Le reazioni sono sconcertanti e rispecchiano purtroppo i tipici atteggiamenti di molte persone. Solo alla fine del video, durante l'ultima candid camera, la reazione di un paio di ragazzi è totalmente opposta.

E se questo esperimento fosse fatto in Italia? Magari in uno di quei bei paesini bigotti...

 .

15 maggio 2014

La Russia si ritira dall'Eurovision Song Contest


La vittoria di Conchita Wurst all'ultimo chiacchieratissimo Eurovision Song Contest ha messo d'accordo praticamente tutti, un primo posto indiscusso, tranne per l'omofoba Russia che ha definito la cantante austriaca un "orrore europeo". Il consigliere di stato Slavic Committee in un comunicato stampa ha dichiarato: “La vittoria di Conchita Wurst all’Eurovision rappresenta il collasso completo dei valori morali dell’Unione Europea. Non abbiamo bisogno di questa Europa”.
“L’ultimo Eurovision ha esaurito la nostra pazienza – ha aggiunto inoltre la deputata del partito comunista Valery Rashkin -. Dobbiamo abbandonare la competizione. Non possiamo tollerare questa follia senza fine”. E così dal prossimo anno la Russia darà vita ad un nuovo contest a cui parteciperanno gli stati dell'ex Unione Sovietica. 
Beh ne sentiremo proprio la mancanza...


01 maggio 2014

A proposito di tutto il casino scoppiato al Liceo Giulio Cesare


Vorrei portare un "piccolo" contributo al casino totalmente irrazionale e tipicamente italiota che sta montando sempre più sul caso del Liceo Giulio Cesare di Roma. All'interno di un programma che ha visto coinvolti e d'accordo insegnanti, allievi e docenti è stato fatto leggere agli alunni l'ultimo libro di Melania Mazzucco "Sei come sei" dove si parla di una  ragazza cresciuta da due papà. Gli insegnanti sono stati denunciati dall'Associazione Giuristi per la Vita e l’Associazione Pro Vita Onlus (tutte le altre associazioni diverse da loro sono da considerarsi, ovviamente, Pro Morte) l'accusa è corruzione di minori, perchè su più di 200 pagine di libro ci sono un paio di righe che descrivono sommariamente un pompino.

Ora, già fa sorridere tanto fervore e indignazione in una paese dove il proprio ex-premier pagava per farsele le minorenni. In questa occasione nessuna di queste associazioni ha fiatato come non fiatano sugli abusi da parte di alcuni preti sui minori... questi ultimi sì che sanno come si fa la vera educazione sessuale.

Vorrei riportare parte di una interessantissima ricerca fatta da Ilaria Bonato, non senza notevoli difficoltà, e comparsa sulla rivista dell'associazione culturale bolognese Hamelin"Tu chiamale, se puoi, emozioni - La scoperta dell'amore ai tempi di Youporn." è il titolo di una ricerca che attraverso la raccolta di più di 600 questionari ha coinvolto gli alunni di terza media di tre istituti e gli alunni di prima superiore di 6 istituti di Bologna e provincia. La maggioranza del campione è composto da 14enni (44%), il 27% da 15enni, il 20% da 13enni, il 6% da 16enni e solo l'1% da 12enni.

«Il primo dato da evidenziare, a mio avviso, è il livello di fruizione dei prodotti pornografici: solo 3 su 600 non guardano video porno on-line. Aldilà di tutti i dibattiti, le diverse posizioni tra "apocalittici e integrati" sul porno per adulti, chi si occupa di educazione deve tenere conto di questa realtà.... ...Perchè, ancora, l'11% sceglie di avere un rapporto sessuale perchè "ha paura di perdere il partner", soprattutto le ragazze, e il 49% ha come motivazione "l'attrazione" piuttosto che "l'affetto" (20%), sostanzialmente quindi il sesso come risposta a un impulso momentaneo piuttosto che a un rapporto di reciproco desiderio. Per quanto riguarda la pornografia, il 30% la considera volgare, il 27% trova normale esserne curiosi, il 16% la trova utile per imparare, il 13% chiarisce che ci sono diversi tipi di pornografia, il 12% la trova divertente. Sono soprattutto le ragazze (88%) a considerare la pornografia come volgare e violenta, solo il 12% dei ragazzi è della medesima opinione..

Alla luce di tutto questo mi viene da pensare che forse il problema è un altro e non sono certamente due righe su un pompino lette in classe assieme a compagni e insegnanti, ma fa comodo non vederlo e gridare all'uomo nero. Cari Pro-life e Pro-Bifidus, volete essere voi a fare educazione sessuale ai vostri figli? Bene! Legittimo. Ma sappiate che a forza di pensarci e non farlo, o vietarlo a chi vorrebbe farlo al posto vostro, o farlo utilizzando strumenti inadeguati (come la Bibbia), loro una cultura se la stanno già facendo... a colpi di Youporn! 
A me sembra che reazioni così esagerate nascondano in realtà piani politici che nulla hanno a che vedere con il bene e la salute dei giovani. Tatticismi ideologici per fomentare odio e paura, per impedire di spiegare a questi ragazzi che il sesso va vissuto con consapevolezza, di se stessi, degli altri e delle proprie emozioni e desideri! Anche omosessuali!

23 aprile 2014

Gelato in coppetta per sconfiggere l'omosessualità


L'Uganda è afflitto da una terribile piaga che sta decimando i suoi abitanti! La malaria? La siccità? La guerra civile? No L'omosessualità. Per questo motivo ultimamente è stata approvata una legge anti-gay che prevede il carcere a vita per chi si macchia del grave reato di omosessualità. Oggi leggo su questo blog la notizia di questo Padre Martin Ssempa che nella sua parrocchia e in TV ha mostrato più volte cosa fosse veramente il sesso gay e quanto fosse orribile e contro natura (come se l'atto sessuale in sè, etero o gay, debba avere chissà quale bellezza rivelatrice) aiutandosi con ortaggi e similitudini varie. Ma l'ironia della sorte ha portato Padre Ssempa ad essere sospettato e accusato di essere omosessuale da uno più omofobo di lui Paul Kaliisa della Mbarara University of Science and Technology:

"Si porta ovunque dei video di porno gay. È così ossessionato da aver detto ad un certo punto che i gay si leccano a vicenda il buco del culo come se fosse un gelato. Presto le persone si abitueranno all’idea che gli uomini possono avere rapporti sessuali con altri uomini e, forti degli insegnamenti di Ssempa, sapranno esattamente cosa fare.
Una volta l’omosessualità era un tabù, nessuno ne discuteva apertamente. Era solo un’idea vaga. Ssempa è riuscito a cambiare ciò. I froci saranno contenti di sapere che il pastore è come una benedizione per loro. Offre consigli gratuiti ed ha creato gay più di quanti ne abbia sconfitti.
È considerato il principale oppositore dell’omosessualità in Uganda ma in realtà ne è il principale promotore. Promuove le cose di questi mostri."


Mi nascono spontanee alcune considerazioni a caldo su questa notizia di cui ignoro completamente l'attendibilità, ma che non riesco a tenermi per me:

1
L'omofobia portata all'estremo manda decisamente in paranoia e sembra poter portare gli omofobi stessi a farsi fuori tra di loro dandosi a vicenda dei gay! Geniale!

2
Mo' sta a vedere che basta vietare il cono gelato per cancellare per sempre dalla terra l'omosessualità. Non ditelo a Giovanardi altrimenti il carcere per i barisiti che vendono il calippo sarà il minimo.

3
Se Padre Ssempa non riesce a fare altro che continuare a parlare di sesso gay, sì... forse qualche problema ce l'ha davvero, ma non è detto che sia proprio l'omosessualità!

07 aprile 2014

Honey Maid: Quando la Creatività Abbatte l'Omofobia

Il mese scorso "Honey Maid", un'azienda americana che produce crackers e biscotti, decide di pubblicizzare i suoi prodotti con una pubblicità "...that celebrates all families". Nello spot compare una coppia gay con un bebè, insieme ad altre famiglie. Apriti cielo: sul sito, sulla pagina Facebook dell'azienda iniziano a fioccare centinaia di commenti pieni di odio e insulti. E l'azienda cosa decide di fare?
Beh, l'azienda decide di assumere due artiste per trasformare questi insulti, ovviamente molti dei quali pesantissimi, in qualcosa di più. In qualcosa di bello. In arte, mi permetto di dire. 
Ecco la playlist che trovate sul canale Youtube dell'azienda, prima il video "incriminato", e dopo il video di risposta. Mille mila cuori!!!



Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...