Visualizzazione post con etichetta Apple. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Apple. Mostra tutti i post

12 dicembre 2014

Daddyhunt, l'app per daddy e daddy lovers


C'è chi ha sempre apprezzato gli uomini un po' maturi (...colpevole!) e c'è chi ne è attratto anche perché da qualche tempo è scoppiata la moda del DILF. E proprio sulla scia di questa tendenza non poteva non nascere un' app pensata esclusivamente per giovani gay che cercano un daddy per farsi...coccolare un po'. Daddyhunt viene così descritta dagli sviluppatori:

È la prima app gay realizzata appositamente per i daddy e i loro ammiratori. Inoltre la nostra è la comunità più grande di uomini gay maturi e giovani maggiorenni nel mondo.

Il funzionamento è simile ad altre note app per incontri (Grindr e simili), ovvero si basa sulla geolocalizzazione, permettendo di chattare e condividere immagini, video e posizione (geografica!). 

La nostra nuova app gratuita è molto più di un luogo per chattare o inviare immagini, anche se, naturalmente, è possibile fare questo. L’app permette di pubblicare foto in maniera sicura, foto che possono raccogliere i Mi piace, commentate come pure essere lo spunto per iniziare a seguire la persona ritratta.

L'app al momento conta circa 220.000 iscritti ed è disponibile gratuitamente solo su Apple Store, manca ancora la versione Android. Vi proponiamo un paio di interessanti spot che pubblicizzano l'app. 


30 ottobre 2014

Tim Cook, numero uno di Apple: "Essere gay è uno dei più grandi doni che Dio mi ha dato"


"Think different" recita uno degli slogan più famosi della Apple, azienda che da sempre vende idee, non solo tecnologia. E da questo slogan è già chiara l'attenzione e la valorizzazione della diversità, punto di forza della Apple e uno degli elementi che sicuramente determinano il successo delle aziende al giorno d'oggi. La gestione della diversità è ormai un tema ricorrente, mentre è molto più raro che il CEO di un colosso come la Apple, considerato una delle personalità più influenti al mondo, dichiari pubblicamente di essere omosessuale. E' raro ma quando accade è una bomba, un messaggio forte e chiaro, che non può passare inosservato. Così Tim Cook ha fatto coming out, con una lettera pubblicata sul sito di Bloomberg, un discorso in cui baratta la propria privacy con la possibilità di confortare chiunque si senta solo, o ispirare persone a ottenere i loro diritti:

"Durante tutta la mia vita professionale ho cercato di conservare un livello elementare di privacy. Vengo da radici umili e non mi interessa attirare l’attenzione su di me. Apple è già una delle società più esaminate del mondo e ci tengo a mantenere l’attenzione sui nostri prodotti e sulle cose incredibili che i nostri clienti riescono a farci. Al tempo stesso credo profondamente nelle parole di Martin Luther King, che disse: «La domanda più persistente e impellente della vita è “Cosa stai facendo per gli altri?”». Mi pongo spesso questa domanda e sono arrivato alla conclusione che il mio desiderio di privacy personale mi ha impedito finora di fare qualcosa di più importante. E questo mi ha portato a oggi. Per anni sono stato aperto con molte persone sul mio orientamento sessuale. Tanti colleghi in Apple sanno che sono gay e non sembra fare nessuna differenza nel modo in cui mi trattano. Certo, ho avuto la fortuna di lavorare in un’azienda che ama la creatività e l’innovazione e sa che possono crescere solo quando accogli le diversità tra le persone. Non tutti sono così fortunati. Pur non avendo mai negato la mia sessualità, non l’ho mai neanche riconosciuta pubblicamente. Quindi fatemi essere chiaro: sono fiero di essere gay, e considero essere omosessuale tra i più grandi doni che il Signore mi ha dato. Essere gay mi ha dato una più profonda comprensione di cosa significhi appartenere a una minoranza e mi ha fornito una finestra da cui vedere le sfide con cui le persone in altre minoranze hanno a che fare ogni giorno. Mi ha reso più empatico, e questo mi ha dato una vita più ricca. A volte è stata dura e scomoda, ma questo mi ha dato la sicurezza di essere me stesso, di seguire il mio percorso, e staccarmi dalle avversità e dall’intolleranza. Mi ha anche dato la corazza di un rinoceronte, che torna buona quando sei il CEO di Apple. Il mondo è cambiato molto da quando ero ragazzo. L’America sta andando verso l’uguaglianza nei matrimoni, e le figure pubbliche che hanno coraggiosamente dichiarato se stesse hanno aiutato a cambiare la percezione e hanno reso la nostra cultura più tollerante. Lo stesso, ci sono leggi scritte in una maggioranza di stati che permettono ai datori di lavoro di licenziare i dipendenti sulla base del loro orientamento sessuale. Ci sono posti in cui i padroni di casa possono sfrattare gli inquilini se sono gay, o dove ci può essere impedito di visitare i compagni malati o condividerne l’eredità. Innumerevoli persone, in particolare ragazzi, affrontano paura e abusi ogni giorno a causa del loro orientamento sessuale. Non mi considero un attivista, ma capisco quanto ho ricevuto dal sacrificio di altri. Perciò se sentire che il CEO di Apple è gay può aiutare qualcuno o qualcuna che si batte per confrontarsi con quello che è, o confortare chiunque si senta solo, o ispirare persone a ottenere i loro diritti, allora vale la pena barattare la mia privacy. Ammetto che non è stata una scelta facile. La mia privacy rimane importante e vorrei conservarne una piccola parte. Ho fatto di Apple il lavoro della mia vita e continuerò a impiegare praticamente tutto il mio tempo concentrato a essere il miglior CEO che posso essere. È quello che meritano i nostri dipendenti, e i nostri clienti, sviluppatori, azionisti e fornitori. Parte del progresso sociale è capire che una persona non si definisce soltanto per la propria sessualità, razza o genere. Io sono un ingegnere, uno zio, un amante della natura, un fissato della forma fisica, un figlio del Sud, un fanatico di sport, e molte altre cose. Spero che la gente rispetti il mio desiderio di dedicarmi alle cose per cui sono portato e per il lavoro che mi rende felice. L’azienda che sono così fortunato da guidare ha sempre predicato diritti umani e uguaglianza per tutti.Abbiamo preso una posizione forte a sostegno di una legge parlamentare sull’uguaglianza nei luoghi di lavoro, e ci siamo battuti per l’uguaglianza dei matrimoni nello stato della California dove Apple ha sede. E siamo intervenuti in Arizona quando il parlamento dello stato ha approvato una legge discriminatoria contro la comunità gay. Continueremo a batterci per i nostri valori, e credo che qualunque CEO di questa straordinaria azienda, a prescindere dalla sua razza, genere o orientamento sessuale, farebbe lo stesso. E io personalmente continuerò a battermi per l’uguaglianza per tutti fino a che avrò voce. Quando arrivo in ufficio, ogni mattina, mi accolgono le immagini in cornice di Martin Luther King e Robert Kennedy. Non fingerò che scrivere questa cosa mi metta nel loro campionato. Si limita a permettermi di guardare quelle foto e sapere che sto facendo la mia parte, per quanto piccola, per aiutare gli altri. Lastrichiamo il sentiero illuminato verso la giustizia insieme, pietra dopo pietra. Questa è la mia pietra"

24 settembre 2012

iOS6 gay friendly

Mercoledì 19 Settembre la Apple ha rilasciato il nuovo sistema operativo per iCoso, iPadde e compagnia bella: iOS6, atteso per alcune novità importanti (mappe, siri e integrazione con facebook) e numerose altre cazzate funzionalità. Tra queste la più carina è l'introduzione di un proprio set di emoticon nel quale compaiono un paio di emoticon gay friendly! Dopotutto mi sembra giusto, visto che il nuovo CEO della Apple, insediatosi dopo la morte di Steve Jobs, è Tim Cook, gay dichiarato.


Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...