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09 giugno 2015

Tooji - The Father Project. Video con sesso gay in chiesa per il cantante norvegese



Tooji, norvegese, bono e iraniano d'origine partecipò all'Eurovision nel 2012. Perfetto sconosciuto per me fino ad oggi quando ho visto un video decisamente interessante, tanto blasfemo da far sembrare Madonna una principiante. Recentemente il cantante ha rilasciato un video musicale girato all'interno di una chiesa di Oslo, in cui lui stesso fa sesso con il parroco. Il progetto ha sollevato non poche polemiche ed è stato ovviamente giudicato inaccettabile da vescovi & co.


Per rispondere a chi gli chiedeva il perché di un simile video, Tooji ha così risposto:

"Con questo progetto ho voluto dimostrare che l'amore tra due persone dello stesso sesso è stato per troppo tempo condizionato dalla religione. Io sono gay e mi batto per i miei diritti; è per questo che ho fatto il video!"

Amiamolo!


05 gennaio 2015

Il logo Expo si macchia di omofobia


Obiettivo Chaire è un'associazione che si propone di aiutare giovani e meno giovani feriti nella propria identità sessuale, in particolare per tendenze di natura omosessuale e si impegna nella ricerca delle cause che contribuiscono alla diffusione di atteggiamenti contrari alla legge naturale, riconoscibile dalla ragione rettamente formata. Se siete riusciti a non vomitare dopo queste tre righe di cazzate, sappiate che questa specie di associazione, insieme ad un simpatico gruppo come Alleanza Cattolica ha organizzato un convegno, in occasione della giornata per la famiglia che si terrà il 17 Gennaio. A tale convegno, che sarà finanziato dalla Regione Lombardia (della serie spendiamo bene i nostri soldi) e in cui si tenteranno di trovare rimedi e cure a questo male che affligge il mondo, l'omosessualità, parteciperà anche il governatore Maroni, ex segretario della Lega. Fin qui niente di sconvolgente, che ti vuoi aspettare dalla Lega? Il problema è che nel manifesto dell'evento compare in maniera molto visibile il logo di Expo.


E cosa c'entra Expo in tutto ciò? Se lo sono chiesto in molti, a partire da Galantucci di Arcigay fino a Gabbai del PD che ha dichiarato: "E' sconcertante perchè oltre a negare l'evidenza dei fatti e dell'evoluzione della società, ci si ostina a propagandare e a sostenere tesi oscurantiste e omofobe".


E mentre i Giovani democratici, Arcigay e L'Altra Europa di Tsipras hanno già organizzato un presidio fuori dall'auditorium durante il convegno del 17 Gennaio, c'è chi, come il capogruppo della Lega al Pirellone, Massimiliano Romeo, cerca di trovare una giustificazione a questo scempio, sostenendo che in tutte le iniziative della Regione Lombardia comparirà il logo di Expo. 
Ma come è possibile che ciò venga permesso? Chi ha il diritto di associare il logo di Expo ad un'iniziativa tremendamente omofoba che ha come obiettivo la cura dell'omosessualità, che tra l'altro NON è una malattia? Expo si è macchiato di omofobia e soprattutto di ignoranza, come se mazzette e magnamagna vari non fossero bastati ad infangare quella che di per sè sarebbe una grande iniziativa italiana.

26 dicembre 2014

Gli omosessuali potranno donare il sangue negli Stati Uniti ma solo ad una condizione: un anno di castità


A partire dal prossimo anno gay e bisessuali negli Stati Uniti potrebbero avere la possibilità di donare il sangue. La Food and Drug Administration statunitense ha infatti proposto il blocco del divieto in vigore da 31 anni, stabilito da una legge del 1983, emanata in seguito all'aggressiva diffusione del virus dell' HIV e dell'epidemia Aids. La legge prevedeva che omosessuali, prostitute e tossicodipendenti, soggetti considerati statisticamente più a rischio di contagio, non avrebbero potuto donare il sangue per tutta la vita. Al giorno d'oggi i più recenti test sono in grado di rilevare la presenza del virus nel sangue anche dopo soli 9 giorni dal contagio, quindi è molto semplice stabilire se una sacca di sangue è infetta. Per questa ragione gli attivisti per i diritti LGBT ritengono che il divieto sia ormai discriminatorio e basato su timori infondati. 
La proposta della Fda dovrebbe essere ufficializzata a Gennaio 2015, seppur con una condizione abbastanza discutibile. I donatori non potranno aver avuto rapporti nei DODICI mesi precedenti. Un anno di castità obbligatorio per chi vuole donare. A questo punto, dico io, tanto vale mantenere valido il divieto, perché questa clausola è molto più discriminatoria del divieto stesso. Non basterebbe la condizione di monogamia? Non sarebbe sufficiente che i donatori garantissero di avere avuto solo rapporti protetti? Agli eterosessuali è richiesto un anno di castità? Non mi sembra proprio! La American Civil Liberties Union si è dichiarata "non pienamente soddisfatta", beh a me invece pare proprio una gran paraculata.

30 ottobre 2014

Tim Cook, numero uno di Apple: "Essere gay è uno dei più grandi doni che Dio mi ha dato"


"Think different" recita uno degli slogan più famosi della Apple, azienda che da sempre vende idee, non solo tecnologia. E da questo slogan è già chiara l'attenzione e la valorizzazione della diversità, punto di forza della Apple e uno degli elementi che sicuramente determinano il successo delle aziende al giorno d'oggi. La gestione della diversità è ormai un tema ricorrente, mentre è molto più raro che il CEO di un colosso come la Apple, considerato una delle personalità più influenti al mondo, dichiari pubblicamente di essere omosessuale. E' raro ma quando accade è una bomba, un messaggio forte e chiaro, che non può passare inosservato. Così Tim Cook ha fatto coming out, con una lettera pubblicata sul sito di Bloomberg, un discorso in cui baratta la propria privacy con la possibilità di confortare chiunque si senta solo, o ispirare persone a ottenere i loro diritti:

"Durante tutta la mia vita professionale ho cercato di conservare un livello elementare di privacy. Vengo da radici umili e non mi interessa attirare l’attenzione su di me. Apple è già una delle società più esaminate del mondo e ci tengo a mantenere l’attenzione sui nostri prodotti e sulle cose incredibili che i nostri clienti riescono a farci. Al tempo stesso credo profondamente nelle parole di Martin Luther King, che disse: «La domanda più persistente e impellente della vita è “Cosa stai facendo per gli altri?”». Mi pongo spesso questa domanda e sono arrivato alla conclusione che il mio desiderio di privacy personale mi ha impedito finora di fare qualcosa di più importante. E questo mi ha portato a oggi. Per anni sono stato aperto con molte persone sul mio orientamento sessuale. Tanti colleghi in Apple sanno che sono gay e non sembra fare nessuna differenza nel modo in cui mi trattano. Certo, ho avuto la fortuna di lavorare in un’azienda che ama la creatività e l’innovazione e sa che possono crescere solo quando accogli le diversità tra le persone. Non tutti sono così fortunati. Pur non avendo mai negato la mia sessualità, non l’ho mai neanche riconosciuta pubblicamente. Quindi fatemi essere chiaro: sono fiero di essere gay, e considero essere omosessuale tra i più grandi doni che il Signore mi ha dato. Essere gay mi ha dato una più profonda comprensione di cosa significhi appartenere a una minoranza e mi ha fornito una finestra da cui vedere le sfide con cui le persone in altre minoranze hanno a che fare ogni giorno. Mi ha reso più empatico, e questo mi ha dato una vita più ricca. A volte è stata dura e scomoda, ma questo mi ha dato la sicurezza di essere me stesso, di seguire il mio percorso, e staccarmi dalle avversità e dall’intolleranza. Mi ha anche dato la corazza di un rinoceronte, che torna buona quando sei il CEO di Apple. Il mondo è cambiato molto da quando ero ragazzo. L’America sta andando verso l’uguaglianza nei matrimoni, e le figure pubbliche che hanno coraggiosamente dichiarato se stesse hanno aiutato a cambiare la percezione e hanno reso la nostra cultura più tollerante. Lo stesso, ci sono leggi scritte in una maggioranza di stati che permettono ai datori di lavoro di licenziare i dipendenti sulla base del loro orientamento sessuale. Ci sono posti in cui i padroni di casa possono sfrattare gli inquilini se sono gay, o dove ci può essere impedito di visitare i compagni malati o condividerne l’eredità. Innumerevoli persone, in particolare ragazzi, affrontano paura e abusi ogni giorno a causa del loro orientamento sessuale. Non mi considero un attivista, ma capisco quanto ho ricevuto dal sacrificio di altri. Perciò se sentire che il CEO di Apple è gay può aiutare qualcuno o qualcuna che si batte per confrontarsi con quello che è, o confortare chiunque si senta solo, o ispirare persone a ottenere i loro diritti, allora vale la pena barattare la mia privacy. Ammetto che non è stata una scelta facile. La mia privacy rimane importante e vorrei conservarne una piccola parte. Ho fatto di Apple il lavoro della mia vita e continuerò a impiegare praticamente tutto il mio tempo concentrato a essere il miglior CEO che posso essere. È quello che meritano i nostri dipendenti, e i nostri clienti, sviluppatori, azionisti e fornitori. Parte del progresso sociale è capire che una persona non si definisce soltanto per la propria sessualità, razza o genere. Io sono un ingegnere, uno zio, un amante della natura, un fissato della forma fisica, un figlio del Sud, un fanatico di sport, e molte altre cose. Spero che la gente rispetti il mio desiderio di dedicarmi alle cose per cui sono portato e per il lavoro che mi rende felice. L’azienda che sono così fortunato da guidare ha sempre predicato diritti umani e uguaglianza per tutti.Abbiamo preso una posizione forte a sostegno di una legge parlamentare sull’uguaglianza nei luoghi di lavoro, e ci siamo battuti per l’uguaglianza dei matrimoni nello stato della California dove Apple ha sede. E siamo intervenuti in Arizona quando il parlamento dello stato ha approvato una legge discriminatoria contro la comunità gay. Continueremo a batterci per i nostri valori, e credo che qualunque CEO di questa straordinaria azienda, a prescindere dalla sua razza, genere o orientamento sessuale, farebbe lo stesso. E io personalmente continuerò a battermi per l’uguaglianza per tutti fino a che avrò voce. Quando arrivo in ufficio, ogni mattina, mi accolgono le immagini in cornice di Martin Luther King e Robert Kennedy. Non fingerò che scrivere questa cosa mi metta nel loro campionato. Si limita a permettermi di guardare quelle foto e sapere che sto facendo la mia parte, per quanto piccola, per aiutare gli altri. Lastrichiamo il sentiero illuminato verso la giustizia insieme, pietra dopo pietra. Questa è la mia pietra"

02 ottobre 2014

American Apparel Ad Girls

Tutti voi avrete visto il video della famosissima Boy is a Bottom (no?! defenestràti da tutte le galassie!) con Wiliam Belli, Detox e Vicky Vox. Beh ieri le drag queen d'oltreoceano hanno superato ogni record pubblicando il video e il singolo di American Apparel Ad Girls, insieme a Wiliam questa volta ci sono Courtney Act e la mia preferita, Alaska Thunderfuck (esatto: si chiama Alaska FOTTITUONO).
Canzone carinissima, parodia della pubblicità della famosa (e tanto banale quanto costosa, almeno qui in Italia) marca americana di straccetti: una secchiate di boni e un video fatto benissimo che Emma Marrone corri a nasconderti! 
Certo che noi delle Drag così ce le sognano... Unica eccezione secondo me Lalla Bittch che incontro al Glitter quando vado a ballare.

E vediamo se con questa marchetta rimedio un drink gratis... buona visione!

22 settembre 2014

Bacio gay nel nuovo spot di Desigual (VIDEO)


La vida es chula! Il nuovo spot della nota azienda di abbigliamento spagnola Desigual ruota tutto attorno alla spiegazione di questo leitmotiv. Protagonista è una meravigliosa Adriana Lima, che partecipa ad un party in cui si ripropongono diverse situazioni che hanno l'obiettivo di spiegare cosa significa il termine chula. Chula è la gente che balla, chula sono le compagne di istituto, e chula è la libertà di baciare chi ami di più davanti a tutti. E ad accompagnare questo ultimo slogan è un bellissimo bacio tra due uomini. Un vero e proprio limone, chiaro, diretto e trasmesso ieri in prima serata su Italia 1. Che dite? Quanto impiegheranno a censurarlo? 


16 settembre 2014

L'assassino del giovane brasiliano era un gay represso, reduce da quelle maledette "terapie riparative"


Come molti altri siti, anche noi di Blondissime vi abbiamo riportato la tragica e complessa vicenda dell'assassinio di João Antônio Donati, il diciottenne brasiliano trovato morto in un campo alla periferia di Inhumas lo scorso mercoledì. Gli elementi hanno da subito portato a credere che il delitto fosse di matrice omofobica (il cadavere è stato trovato con un biglietto in bocca, recante il seguente messaggio: Fermiamo la piaga dei gay). La polizia ha identificato l'assassino, l'agricoltore ventenne Andrie Ferreira da Silva e ricostruito la vicenda. L'agricoltore avrebbe abusato di Joao prima di torturarlo e soffocarlo. L'atto sessuale andava apparentemente a contrastare con la scritta omofoba e con le dichiarazioni dell'omicida che continuava insistentemente a sostenere di non essere gay, se non fosse per gli elementi che sono emersi in seguito. Andrie si era sottoposto a quelle dannate terapie che si pongono l'assurdo e sbagliato obiettivo di "guarire l'omosessualità". Sì perché ancora oggi esistono le "terapie riparative" e purtroppo vengono spesso promosse dalla chiesa e non condannate dalla politica. L'omofobia è la malattia, l'omosessualità è solo una delle tante sfumature della sessualità e reprimerla può avere effetti devastanti, così come reprimere altri sani istinti che fanno parte della nostra natura. La brutalità del gesto dell'assassino di Andrie ne è la prova. 

Altre terribili notizie stanno giungendo da diverse parti del mondo e noi continueremo a parlarne, eppure, nonostante la gravità di questi fatti, nessuno in Italia ha speso una parola, non sono servite nemmeno le parole dell'amatissima Laura Pausini a ridestare l'attenzione dei mass-media, troppo impegnati a parlare di orsi e di Belén. 



13 settembre 2014

Trovato assassino del ragazzo gay ucciso a Inhumas


Nel tardo pomeriggio di ieri la polizia ha arrestato l'assassino di João Antônio Donati, 18 anni, trovato morto mercoledì (qui l'articolo di Blondissime), con segni evidenti segni di aggressione. Si era ritenuto che l'omicidio fosse di natura omofoba, a causa di un biglietto recante la scritta Fermiamo la piaga dei gay, ma ora che Andrie Ferreira da Silva, 20, ha confessato, la motivazione dell'omofobia non regge più. I due ragazzi, entrambi gay, avrebbero infatti avuto un rapporto sessuale proprio sul luogo del delitto, prima della colluttazione che ha provocato la morte del più giovane. Andrie, a cui erano caduti alcuni documenti durante l'aggressione, è stato arrestato nel campo di pomodori dove stava lavorando e non ha opposto resistenza, confessando subito il reato ma smentendo la natura omofoba del reato. Rimangono dubbi circa il messaggio scritto sul biglietto e le fratture alle gambe. 

12 settembre 2014

Trovato il corpo di un ragazzo brasiliano, torturato e ucciso perchè gay


Cari lettori, sapete benissimo che noi di Blondissime cerchiamo sempre di strapparvi un sorriso, di prenderci poco sul serio. Oggi purtroppo sono costretto a riportarvi un fatto che mi lascia senza forze, senza parole, e decisamente con poca speranza. Negli ultimi giorni sono giunte dal Brasile troppe notizie riguardanti fatti di natura omofoba: due ragazzi scomparsi, una discoteca gay incendiata e mercoledì 10 settembre il ritrovamento del cadavere di un diciottenne. Il corpo è stato rinvenuto con entrambe le gambe rotte e segni di evidenti torture, in un campo della città di Inhumas. João Antônio Donati, era un ragazzo gay, un comune diciottenne che fino a pochi giorni fa pubblicava selfies sul suo profilo facebook. E' stato inequivocabilmente accertato che il reato è di natura omofoba, il ragazzo aveva infatti in bocca un foglietto con scritto sopra: fermiamo la piaga dei gay.
Non pubblicherò i macabri scatti, non commenterò nulla, perché non mi vengono le parole, scende solo una lacrima, ma quella non si può scrivere...

02 luglio 2014

The Proud Whopper: il panino gay del Burger King



A pochissimi giorni dall'onda-pride che ha letteralmente travolto le più importanti città del mondo, il Burger King omaggia la comunità LGBT con una versione rainbow del suo classico panino. A San Francisco il Whopper diventa così un Proud Whopper, con un incartamento rainbow dentro cui si legge:


We are all the same inside


Il Burger King ha anche sponsorizzato i Pride di New York e San Francisco, regalando quasi un milione di corone rainbow.



Ho fatto proprio bene a ad abbuffarmi al Burger King dopo il Gay Pride di Milano!

06 giugno 2014

What would you do? La candid camera con protagonisti due uomini che si baciano in un ristorante


La rete televisiva ABC trasmette dal 2008 un programma basato sulla tradizionale candid camera, in cui vengono testati alcuni esperimenti sociali. Ecco cosa è successo quando due uomini si sono seduti in un ristorante nel Missisipi, comportandosi come si comporterebbe una normalissima coppia di fidanzati. Supportati da un'attrice, complice degli autori che aveva proprio il compito di istigare i clienti del ristorante, i presenti non si sono risparmiati in giudizi e frasi del tipo: "non andrete in paradiso". Le reazioni sono sconcertanti e rispecchiano purtroppo i tipici atteggiamenti di molte persone. Solo alla fine del video, durante l'ultima candid camera, la reazione di un paio di ragazzi è totalmente opposta.

E se questo esperimento fosse fatto in Italia? Magari in uno di quei bei paesini bigotti...

 .

24 aprile 2014

Perché l'igiene ORALE è importante...

Forse di The Jackal vi ricordate sicuramente la serie di "Gay Ingenui", che potete trovare sul loro canale YouTube.
Beh sono loro che hanno prodotto un video (in due versioni, la maschile qua sotto, la femminile QUI) per Pumpk, chiamato Bon Bon (Touch My Body).
Ve li siete lavati bene i denti?

16 dicembre 2013

Star Fashion Make-Up!

Lo so vi sono mancata terribilmente, ma sono stata molto impegnata, trovare delle benzodiazepine decenti in questo periodo è proprio difficile. Vi volevo far conoscere Edoardo aka Star Fashion Make-Up e... vabbeh, non voglio rovinarmi la sorpresa.
Il link per il suo canale YouTube è QUI, su ho postato solo uno dei suoi video più sobri. Per dire. Scusate per la foto extra large, ma la misura più piccola non ci stava.

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