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09 giugno 2015

Tooji - The Father Project. Video con sesso gay in chiesa per il cantante norvegese



Tooji, norvegese, bono e iraniano d'origine partecipò all'Eurovision nel 2012. Perfetto sconosciuto per me fino ad oggi quando ho visto un video decisamente interessante, tanto blasfemo da far sembrare Madonna una principiante. Recentemente il cantante ha rilasciato un video musicale girato all'interno di una chiesa di Oslo, in cui lui stesso fa sesso con il parroco. Il progetto ha sollevato non poche polemiche ed è stato ovviamente giudicato inaccettabile da vescovi & co.


Per rispondere a chi gli chiedeva il perché di un simile video, Tooji ha così risposto:

"Con questo progetto ho voluto dimostrare che l'amore tra due persone dello stesso sesso è stato per troppo tempo condizionato dalla religione. Io sono gay e mi batto per i miei diritti; è per questo che ho fatto il video!"

Amiamolo!


30 ottobre 2014

Tim Cook, numero uno di Apple: "Essere gay è uno dei più grandi doni che Dio mi ha dato"


"Think different" recita uno degli slogan più famosi della Apple, azienda che da sempre vende idee, non solo tecnologia. E da questo slogan è già chiara l'attenzione e la valorizzazione della diversità, punto di forza della Apple e uno degli elementi che sicuramente determinano il successo delle aziende al giorno d'oggi. La gestione della diversità è ormai un tema ricorrente, mentre è molto più raro che il CEO di un colosso come la Apple, considerato una delle personalità più influenti al mondo, dichiari pubblicamente di essere omosessuale. E' raro ma quando accade è una bomba, un messaggio forte e chiaro, che non può passare inosservato. Così Tim Cook ha fatto coming out, con una lettera pubblicata sul sito di Bloomberg, un discorso in cui baratta la propria privacy con la possibilità di confortare chiunque si senta solo, o ispirare persone a ottenere i loro diritti:

"Durante tutta la mia vita professionale ho cercato di conservare un livello elementare di privacy. Vengo da radici umili e non mi interessa attirare l’attenzione su di me. Apple è già una delle società più esaminate del mondo e ci tengo a mantenere l’attenzione sui nostri prodotti e sulle cose incredibili che i nostri clienti riescono a farci. Al tempo stesso credo profondamente nelle parole di Martin Luther King, che disse: «La domanda più persistente e impellente della vita è “Cosa stai facendo per gli altri?”». Mi pongo spesso questa domanda e sono arrivato alla conclusione che il mio desiderio di privacy personale mi ha impedito finora di fare qualcosa di più importante. E questo mi ha portato a oggi. Per anni sono stato aperto con molte persone sul mio orientamento sessuale. Tanti colleghi in Apple sanno che sono gay e non sembra fare nessuna differenza nel modo in cui mi trattano. Certo, ho avuto la fortuna di lavorare in un’azienda che ama la creatività e l’innovazione e sa che possono crescere solo quando accogli le diversità tra le persone. Non tutti sono così fortunati. Pur non avendo mai negato la mia sessualità, non l’ho mai neanche riconosciuta pubblicamente. Quindi fatemi essere chiaro: sono fiero di essere gay, e considero essere omosessuale tra i più grandi doni che il Signore mi ha dato. Essere gay mi ha dato una più profonda comprensione di cosa significhi appartenere a una minoranza e mi ha fornito una finestra da cui vedere le sfide con cui le persone in altre minoranze hanno a che fare ogni giorno. Mi ha reso più empatico, e questo mi ha dato una vita più ricca. A volte è stata dura e scomoda, ma questo mi ha dato la sicurezza di essere me stesso, di seguire il mio percorso, e staccarmi dalle avversità e dall’intolleranza. Mi ha anche dato la corazza di un rinoceronte, che torna buona quando sei il CEO di Apple. Il mondo è cambiato molto da quando ero ragazzo. L’America sta andando verso l’uguaglianza nei matrimoni, e le figure pubbliche che hanno coraggiosamente dichiarato se stesse hanno aiutato a cambiare la percezione e hanno reso la nostra cultura più tollerante. Lo stesso, ci sono leggi scritte in una maggioranza di stati che permettono ai datori di lavoro di licenziare i dipendenti sulla base del loro orientamento sessuale. Ci sono posti in cui i padroni di casa possono sfrattare gli inquilini se sono gay, o dove ci può essere impedito di visitare i compagni malati o condividerne l’eredità. Innumerevoli persone, in particolare ragazzi, affrontano paura e abusi ogni giorno a causa del loro orientamento sessuale. Non mi considero un attivista, ma capisco quanto ho ricevuto dal sacrificio di altri. Perciò se sentire che il CEO di Apple è gay può aiutare qualcuno o qualcuna che si batte per confrontarsi con quello che è, o confortare chiunque si senta solo, o ispirare persone a ottenere i loro diritti, allora vale la pena barattare la mia privacy. Ammetto che non è stata una scelta facile. La mia privacy rimane importante e vorrei conservarne una piccola parte. Ho fatto di Apple il lavoro della mia vita e continuerò a impiegare praticamente tutto il mio tempo concentrato a essere il miglior CEO che posso essere. È quello che meritano i nostri dipendenti, e i nostri clienti, sviluppatori, azionisti e fornitori. Parte del progresso sociale è capire che una persona non si definisce soltanto per la propria sessualità, razza o genere. Io sono un ingegnere, uno zio, un amante della natura, un fissato della forma fisica, un figlio del Sud, un fanatico di sport, e molte altre cose. Spero che la gente rispetti il mio desiderio di dedicarmi alle cose per cui sono portato e per il lavoro che mi rende felice. L’azienda che sono così fortunato da guidare ha sempre predicato diritti umani e uguaglianza per tutti.Abbiamo preso una posizione forte a sostegno di una legge parlamentare sull’uguaglianza nei luoghi di lavoro, e ci siamo battuti per l’uguaglianza dei matrimoni nello stato della California dove Apple ha sede. E siamo intervenuti in Arizona quando il parlamento dello stato ha approvato una legge discriminatoria contro la comunità gay. Continueremo a batterci per i nostri valori, e credo che qualunque CEO di questa straordinaria azienda, a prescindere dalla sua razza, genere o orientamento sessuale, farebbe lo stesso. E io personalmente continuerò a battermi per l’uguaglianza per tutti fino a che avrò voce. Quando arrivo in ufficio, ogni mattina, mi accolgono le immagini in cornice di Martin Luther King e Robert Kennedy. Non fingerò che scrivere questa cosa mi metta nel loro campionato. Si limita a permettermi di guardare quelle foto e sapere che sto facendo la mia parte, per quanto piccola, per aiutare gli altri. Lastrichiamo il sentiero illuminato verso la giustizia insieme, pietra dopo pietra. Questa è la mia pietra"

09 giugno 2014

Coppia gay e coming out nel nuovo spot Findus


E' in onda da ieri il nuovo spot pubblicitario dei 4 Salti in Padella di Findus. Come ogni altro spot dell'attuale serie, anche questo mostra le voci e i corpi dei protagonisti, celando i volti. La grande novità del video in questione è che i protagonisti sono una madre a pranzo a casa del figlio, il quale vive con un coinquilino. Il pranzo procede con le varie portate, rigorosamente Findus e preparate al microonde (mia madre a questo punto sarebbe già sconvolta), la madre ne elogia la bontà, fino a quando il figlio non rivela l'ultima sorpresa del pasto: "Mamma, Gianni non è solo il mio coinquilino, è il mio compagno!" 
Bella la reazione della madre, che come la maggior parte delle mamme già sapeva tutto, e bella l'immagine della sua mano sopra quella del figlio.
Grazie Capitan Findus!



Se il video sopra non funziona, provate con questo link.

11 maggio 2014

Michael Sam primo giocatore dichiaratamente gay nell'Nfl


Non so cosa sia l'Nfl e non conoscono una sola regola del football americano. L'unica cosa che posso dire è che Michael Sam gioca a football, ha fatto coming out a febbraio e il suo più grande desidero era giocare in questa cavolo di Nfl. Ebbene, era, perché ora è diventato realtà. Michael Sam sarà il primo giocatore gay dichiarato della Nfl e giocherà per il St. Louis Rams. L'annucio gli è stato dato in diretta con fidanzato accanto, entrambi visibilmente felici, commossi... e diciamocelo: troppo carrucci!



Il coming out di Michael Sam, a dispetto di quello che pensano i più, non è stato affatto facile. Quando ha detto di essere gay non sono state affatto poche le critiche e gli attacchi omofobi, ma altrettanto significativi e importanti sono stati gli incoraggiamenti e il sostegno ricevuti anche da personalità importanti.
La sua storia personale non è delle più felici: settimo di otto figli di cui tre morti e due in carcere, cresciuto in affido perché la madre non era in grado di mantenerlo. Una partenza decisamente in salita dove essere nero e pure omosessuale non aiuta di certo. Ma oggi Michael Sam gioca nell'NFL ed è felicemente fidanzato, con un uomo. Grande Michael!


A proposito di grandezze, tempo fa, in questo post, si speculava anche sul suo possibile fidanzato. Ora, è evidente che non si trattava di quello, ma resta il fatto che anche questo mi pare un piccolo scricciolo biondo rispetto ai 120 chili di Michael, di cui uno di ciolla. Che dire? Complimenti anche al fidanzato!

29 marzo 2014

Coming Out, il nuovo programma in onda da Aprile su La5


Piccole grandi novità per la TV italiana. A partire dal 3 Aprile andrà in onda su La5 un nuovo programma che tratterà di storie di segreti. Segreti mai confessati che ora potranno finalmente essere rivelati. Ok, non capirò mai la necessità di una persona di andare in TV a raccontare i propri cazzi più personali, ma ciò non toglie che osservare determinate storie di vita possa essere interessante (certamente più del GF) e allo stesso tempo possa aiutare qualcuno a trovare la forza per confessare un segreto, fare coming out, iniziare ad essere se stesso. Come rivela infatti TVblog: 

[sarà] un po’ come in “Segreti di famiglia” di Real Time, anche qui i protagonisti saranno alle prese con amici e familiari, ma a differenza del programma americano le telecamere non serviranno solo a riprendere la reazione di chi scoprirà il segreto in questione. Scopo della trasmissione, infatti, è quella di aiutare chi ha qualcosa da confessare a farlo nella giusta maniera, evitando a chi lo ascolterà un trauma e permettendo a loro stessi di essere più tranquilli nel momento del coming out.

Tra i protagonisti delle storie trattate dal programma ci saranno anche un ragazzo gay, una drag queen e una trans che rivela la sua identità. L'appuntamento è per il 3 Aprile in seconda serata su La5.

22 febbraio 2014

Stand With Sam contro l'Omofobia

Probabilmente gli adepti della Westboro Baptist Church non si aspettavano una reazione così eclatante per proteggere Michael Sam, il giocatore di football della University of Missouri che la settimana scorsa ha fatto pubblicamente coming-out, il primo della sua categoria.
I famosi omofobi di questa Chiesa si erano mobilitati per protestare fuori dal campo dove si sarebbe tenuta una partita di basket tra Missouri e Tennessee, dove Michael sarebbe stato presente. Ebbene, in tutta risposta migliaia di studenti dell'università sono scesi letteralmente in campo nonostante il freddo polare, organizzandosi su Facebook e riuscendo a creare un muro per proteggere e supportare il loro campione con t-shirt e spillette “Stand with Sam” (noi stiamo con Sam”), uno vero e proprio scudo umano per bloccare i protestanti integralisti cristiani.
Alla fine qualcuno di questi è comunque apparso con i soliti cartelli “Dio odia i gay”, “Pena di morte ai froci” e questo genere di simpatici inni, ma la loro presenza è stata annientata dal cordone di 650 e più studenti posti a proteggere la partita, mano nella mano, a braccetto, spalla a spalla, con le suddette magliette e con tante bellissime bandiere arcobaleno.
La cosa che mi lascia alquanto perplesso è come l'Italia (in questo caso Repubblica.it) abbia totalmente ignorato la ragione per cui i tifosi fossero così mobilitati, riportando sì la notizia di Michael, ma ignorando totalmente la vera causa dei tifosi contro l'omofobia. Perché?




10 febbraio 2014

Primo Coming Out nel football americano


Giocherà nella National Football League, ha 24 anni, 187 centimetri per 120 chili di maschitudine, ottime referenze nonostante un passato famigliare decisamente pesante. È questa la rapida biografia di Michael Sam, il primo giocatore di football americano ad aver fatto Coming Out. Non ha mai nascosto la sua omosessualità alla squadra e ora ha deciso di comunicarlo al mondo attraverso un'intervsita rilasciata al New York Times.
Micheal non è certamente il primo gay dichiarato nello sport, ormai non si contano più gli sportivi apertamente gay, tanto che ormai le sciampiste sembrano delle mosche bianche (sarà per questo che si stanno facendo crescere la barba?) ma nel caso di Micheal come nel Caso di Orlando Cruz, la particolairtà sta nel fatto che il Coming Out è avvenuto in un ambiente notariamente piuttosto machista e nel pieno della sua carriera sportiva! Bravo Michael!
Solo una cosa: sei tanto caruccio (per non dire bono), ma due spicci per darsi una sistemata ai denti no?

21 gennaio 2014

Gay anche nella pallavolo



Non passa giorno che uno sportivo non faccia coming out, che il 2014 sia l'anno della svolta e della fine del tabù omosessualità nello sport? Non sarebbe male. Oggi a dichiarare di essere gay è il pallavolista canadese Chris Voth:

“È stata dura. Ho vissuto questa specie di vita per circa cinque anni. Era praticamente lo sport che mi faceva andare avanti, insieme ai compagni di squadra e agli amici che ho conosciuto attraverso la pallavolo. La prima persona a cui l’ho detto era un compagno di squadra nel secondo anno di università e sono arrivato al punto in cui la maggior parte dei miei amici più stretti lo sapeva, ma nessun membro della mia famiglia. Immaginavo il peggio così ci è voluto un po’ di tempo prima di sentirmi pronto a fare il grande passo con la mia famiglia”

La famiglia non sembra averla presa proprio benissimo, però ci stanno lavorando su e si spera finisca tutto bene!
Nel frattempo, da bionde a bionde, salutiamo calorosamente e rumorosamente Chris (un perfetto sconsiuto in fine dei conti), gli facciamo un "in bocca al lupo" e lo ringraziamo per il buon esempio che sta dando allo sport, agli sportivi e a tutti quelli che, pur essendo gay, non hanno hanno mai avuto velleità artistiche o pseudo-tali.

Fonte: www.queerblog.it

09 gennaio 2014

Lee Ryan: Sì, ho fatto sesso con un ragazzo


Discograficamente parlando, i Blue non se li fila nessuno da anni, eppure riservano sempre grandi sorprese. Prima il coming out di quel bonazzo di Duncan James, pochi giorni fa il sex tape di Lee Ryan beccato a masturbarsi in Skype e oggi una nuova rivelazione. Proprio Lee, che attualmente è un concorrente nella edizione inglese del Celebrity Big Brother, ha dichiarato ai compagni di avere avuto esperienze omosessuali:

"Sì, sono stato con un uomo, tutti sperimentano. Non l’ho mai ammesso prima d’ora perché nessuno ha chiesto".

Non si è fatto attendere il commento dell'amico e collega Duncan via twitter: 

" I thought I was the only "bi/gay" one in the band. Lmao"

Avanti il prossimo!


08 gennaio 2014

Thomas Hitzlsperger: nuovo coming out nel calcio.


Notizia fresca fresca quella di Thomas Hitzlsperger ex-calciatore tedesco centrocampista che ha fatto coming out oggi dalle pagine della rivista Die Zeit. Ha giocato ben 52 partite con la maglia della nazionale tedesca e 6 nel Lazio.

È stato un processo lungo e difficile. Solo negli ultimi anni ho capito che preferico vivere con un uomo. In Inghilterra, Italia e Germania essere omosessuale non è un problema, almeno non negli spogliatoi. Non mi sono mai vergognato di essere quello che sono ma non è stato facile sedersi ad un tavolo con 20 giovani uomini ed ascoltare barzellette sui gay. Li si lascia andare avanti fino a quando le battute sono un minimo divertenti e non troppo offensive. Essere gay è un argomento totalmente ignorato nel calcio e non viene trattato seriamente negli spogliatoi. Grinta, passione e mentalità vincente sono intrinsecamente collegati all’eterosessualità, che va a scontrarsi con il cliché omosessuale, che vuole i gay ‘soft’.

Si allunga sempre di più la lista degli sportivi dichiaratamente gay. Anche se nel caso del calcio, rispetto a molti altri sport, si tende a farlo sempre dopo, a giochi finiti, come Robbie Rogers. E spesso tra le motivazioni c'è sempre sta storia degli spogliatoi... ma io mi chiedo: "Cosa cazzo succederà mai nello spogliatoio di una squadra di calcio da impaurire gay e etero in questo modo?" Vuoi vedere che il gioco della saponetta lo fanno davvero, ma devono far tutti finta che non piaccia?
Comunque sia, benvenuto Thomas!

02 dicembre 2013

Tom Daley è gay... anzi no, bisessuale.


Tom Daley, 19 anni, inglese e campione del mondo nella piattaforma da 10 metri nei mondiali di Roma 2009. Bono, super gossippato, seguito e amato dall'Inghilterra tutta, oggi ha fatto coming out e in un video messaggio di circa sei minuti rivela di essere gay e di aver finalmente conosciuto il ragazzo giusto, capace di farlo sentire felice e sicuro!



Non so perché: sarà quel sorrisetto furbetto, sarà che ci ha sempre giocato un po' su, sarà che ormai sono così tanti quelli che fanno coming out che quasi non ci credi: "Ma come!? Un altro!?" Fatto sta che io sono un po' sospettoso, sarà vero? Non è che tra qualche ora sbuca un altro video con contro dichiarazione!? Non è che ce sta a piglià un po' tutti per il culo? 

Comunque sia, tempo 10 minuti e il web si è scatenato nella ricerca di questo fortunato fidanzato, la foto sotto ritrare uno dei più papabili attualmente, anche se, caro Tom, sappi che da oggi in poi chiunque abbraccerai sarà sospettato di essere il tuo fidanzato, anche un appendiabiti!


AGGIORNAMENTO
Dopo i primi entusiasmi, ascoltando meglio le parole di Tom, sembra di capire che, nonstante qualsiasi testata giornalistica abbia titolato "Tom Daley è gay" in realtà nel suo messaggio dice che la patata su di lui ha ancora un certo potere, ma che gli è capitato di innamorarsi di un ragazzo. Quindi non si tratterrebbe di omosessualità ma di bisessualità. Lo so, molti (soprattutto gay) storceranno il naso. In fin dei conti è ancora un pischello, quanti 19enni si definiscono bisex solo perché sono ancora troppo spaventati dall'idea di essere irrimediabilmente gay? Ma io non credo che la bisessualità non esista, esistono molti gay o eterosessuali irrisolti ok, ma esistono anche bisex "veri" che purtroppo subiscono la discriminazione sia degli etero che dei gay e sui quali ruotano ancora troppi pregiudizi. 
In sintesi, ciò che conta secondo me è questo: 19 anni e il coraggio e la voglia di dire al mondo di essersi innamorato di un uomo, quando avrebbe potuto fingere, mentire, far finta di niente. Grande Tom! Deve essere proprio cotto! ...sempre che sia tutto vero.

09 ottobre 2013

Orlando Cruz va in finale


Orlando Cruz il primo pugile dichiaratamente gay, dopo aver fatto (per l'appunto) coming out e dopo aver chiesto al proprio compagno di sposarlo ora si appresta pure a vincere (si spera) il titolo WBO. Il 12 Ottobre al Thomas & Mack Center di Las Vegas, El Fenómeno si contenderà il titolo contro il messicano Orlando Salido. Alla faccia dei perfidi che videro nel coming out di Orlando Cruz un modo per farsi pubblicità a carriera ormai finita! Orlando dopo il suo coming out non si è mai dimenticato di ricordare la comunità LGBT. La battaglia più grossa quindi, quella contro gli stereotipi e l'ignoranza, è già stata vinta. Però una medaglietta in più certo non guasta! In bocca al lupo!

Fonte: Bet

28 agosto 2013

Coming out nel mondo del Wrestling


E dopo il calcio con Robbie Rogers, la box con Orlando Cruz è arrivato il momento anche per un bel coming out anche nel mondo del Wrestling. È stato Frederick Rosser a farlo, nome di battaglia: Darren Young. Se ne è uscito così, durante un'intervista, alla domanda "Secondo te un wrestler gay può avere successo nella WWE?" ha risposto "Certo! Guarda me, per esempio. Sono una superstar della WWE e per essere sincero con te, te lo dico direttamente: sono gay! E sono felice, molto felice." 
Beh che dire? Benvenuto, come sempre! Non mi esprimo sul look perchè vabbeh... troppo facile!

09 agosto 2013

Troye Sivan fa coming out


Troye Silvan. 18 anni. Attore. Ha interpretato Wolverine da piccolo in "X-Man" e John Milton in "Spud. Un Youtubers con più di 170.000 followers. E sempre sul canale YouTube ha deciso di fare coming out:

"Questo non è qualcosa che mi vergogno di me non è qualcosa del quale chiunque dovrebbe vergognarsi. Allora, perché non condividerlo con tutti voi ragazzi? Sono agitato. Voglio dirvi che sono gay. So che qualcuno potrebbe avere problemi con questo e so che potrebbero cambiare molte cose per me, ma non dovrebbe essere così. "

Che dire? Una cosa sola è cambiata per me, cioè che prima manco sapevo chi fossi! Benvenuto! Ah, qua in Italia con un nome simile la tua omosessualità sarebbe stato l'ultimo dei problemi... xoxo

24 luglio 2013

Calciatori gay fate coming out!


Un anno fa un calciatore tedesco, chiedendo di rimanere anonimo, si era confidato alla rivista Fluter: «Sono omosessuale, ma sono costretto a recitare ogni giorno. Se la mia sessualità diventasse pubblica non sarei al sicuro», riferendosi non tanto allo spogliatoio, quanto alle ripercussioni di un coming out a livello mediatico e nel rapporto con i tifosi. 
Nei giorni scorsi l'annuncio del St. Pauli che si è dichiarato club ufficialmente gay friendly.
E ora finalmente Wolfgang Niersbach, presidente della Federcalcio tedesca (Dfb), ha reso pubblico il progetto "Calcio e omosessualità", un opuscolo che sarà spedito a 26 mila club tedeschi e alle associazioni nazionali e regionali con lo scopo di creare un ambiente tollerante, per permettere ai calciatori di vivere apertamente e serenamente la propria sessualità. 
Il ministro della Giustizia tedesco, Sabine Leutheusser Schnarrenberger, ha inoltre invitato il c.t. della nazionale tedesca Joachim Löw a prendere parte al prossimo «gay pride» insieme ad alcuni calciatori della nazionale: «Questo tipo di partecipazione nel 2014 darebbe un segnale enorme e tangibile», ha dichiarato il ministro sul quotidiano Bild.

Troooooppo avanti 'sti crucchi!


08 luglio 2013

L'imprevedibile e scioccante rivelazione di Miguel Bosé: sono gay



Miguel Bosé ha fatto coming out! No, non è una notizia del 1980, è di ieri.
Nessuno se lo aspettava, nessuno lo aveva maaaaai immaginato (l'unica a non sospettare credo fosse mia mamma, che ancora è scioccata da Tiziano Ferro), eppure il cantante, reduce da poco dall'esperienza nel talent Amici di Maria De Filippi, è gay. Lo ha dichiarato alla rivista spagnola Shangai, parlando della sua famiglia "diversa", composta da ben quattro figli.
Inoltre il cantante, che tempo fa, se non ricordo male, si definì addirittura trisessuale, ha affermato:

“Vorrei che tutti i membri della comunità gay e lesbica avessero le possibilità che ho avuto io”

Sarà l'influenza dell'ambiente di Amici ad averlo stimolato?



04 aprile 2013

Uno stadio intero per Robbie Rogers


Robbie Rogers è tornato a parlare dei motivi che l'hanno portato a lasciare il mondo del calcio. O meglio, dell'unico motivo che l'ha costretto a dover abbandonare il calcio: la sua omosessualità.
Qualcuno potrebbe dargli del codardo, ma i precedenti in questo sport non sono certo tranquillizzanti. L'unico calciatore in inghilterra a dichiarare apertamente la propria omosessualità fu Justin Fashanu che si impiccò nel 1998.

In una recente intervista Robbie Rogers dice:

Mi domando cosa sarebbe accaduto se avessi annunciato che sono gay continuando a giocare. Forse niente, forse i miei compagni del Leeds mi avrebbero dato una pacca sulle spalle e detto: “Bravo”. Ma i tifosi allo stadio non me l’avrebbero fatta passare liscia. E nel calcio ho incontrato allenatori che dicevano: “Non passare la palla come un frocio”, per cui sono certo che non sarebbe stato facile.
Il mondo del calcio è pieno di gente molto in gamba e tanti calciatori sono persone di grande umanità. Ma può anche essere uno sport brutale che ti ferisce gravemente e ti distrugge. Forse molti dei tifosi non sono omofobi, ma credo che se avessi rivelato la mia omosessualità mentre ancora giocavo la cosa non sarebbe passata inosservata. Se avessi giocato bene, i fan e forse anche i media avrebbero notato che il calciatore gay gioca bene. Se avessi giocato male, sarebbe successa la stessa cosa e anche di più. Tutto avrebbe ruotato attorno alla mia omosessualità.

È inutile far finta di niente, in certi ambienti è davvero così, funziona così. Ma forse non per sempre, perchè ad Amburgo, durante una partita di serie B, a pochi minuti dal via, 24.000 tifosi si sono uniti in una imponente coreografia contro l'omofobia. 
Chissà che questi coming out sportivi riescano prima o poi a cancellare da certi ambienti la parola frocio come sinonimo di coglione, stronzo, incapace e via così... e costringano giocatori e tifosi a mettere in moto anche il loro cervellino, oltre che le gambe, e trovare nuovi termini per identificare quelle persone che secondo loro non valgono una mazza: ad esempio ultrà!




Poi leggi l'ultima intervista a Francesco Totti su La Gazzetta: "Guardi, io gay qui non ne ho mai conosciuti, ma credo che non sia pronto né il calcio e neppure l’Italia in generale. È triste forse, ma è così.." e ti cadono i coglioni. Ma per cosa non sono ancora pronti sti qua? E cosa bisogna aspettare o fare perchè lo siano?

17 febbraio 2013

Robbie Rogers fa coming out e lascia il calcio


Robbie Rogers, 25 anni, attaccante statunitense che giocava in Inghilterra ha dichiarato di essere gay. Ha affidato il suo coming out a un lungo e bellissimo post sul suo blog dove oltre a dichiararsi spiega anche i motivi che lo hanno portato alla decisione di abbandonare il mondo del calcio. Mondo al quale non è che abbia dato chissà che contributo: lungo la sua carriera sembra aver collezionato più infortuni che goal, ma questo tutto sommato non centra.

Le cose non sono quello che sembrano… Per tutta la mia vita mi sono sentito diverso, diverso dai miei coetanei, anche diverso dalla mia famiglia. Nella società di oggi essere diverso ti rende coraggioso. Per superare le tue paure devi essere forte e avere fiducia nel tuo scopo.Negli ultimi 25 anni ho avuto paura, paura di mostrare chi ero veramente. Paura che il giudizio e il rifiuto mi trattenessero dai miei sogni e aspirazioni. Paura che i miei cari si sarebbero allontanati da me, se avessero saputo il mio segreto. Paura che il mio segreto fosse un impedimento ai miei sogni.
Sogni di andare alla Coppa del Mondo o alle Olimpiadi, sogni di rendere la mia famiglia orgogliosa. Cosa sarebbe la vita senza questi sogni? Potrei vivere una vita senza di loro?
La vita è completa soltanto se i tuoi cari sanno chi sei. Quando sanno i tuoi veri sentimenti, quando sanno chi e come ami. La vita è semplice quando il tuo segreto è svelato. Se ne va il dolore che si annida nello stomaco al lavoro, il dolore di quando eviti domande, e alla fine il dolore di quando si nasconde un segreto così profondo.
I segreti possono provocare danni enormi, soprattutto a se stessi. La gente ama predicare sull’onestà e su quanto sia semplice praticarla. Ma prova a spiegare anche alle persone più care che conosci che sei gay dopo 25 anni. Prova a convincere te stesso che il tuo creatore ha lo scopo più meraviglioso per te, anche se ti è stato insegnato in modo diverso.
Ho sempre pensato che avrei potuto nascondere questo segreto. Il calcio era la mia fuga, il mio scopo, la mia identità. Il calcio ha nascosto il mio segreto, mi ha dato più gioia di quanto potessi mai immaginare… Sarò sempre grato per la mia carriera. Mi ricorderò di Pechino, la MLS Cup e la maggior parte dei miei compagni di squadra. Non dimenticherò mai gli amici che ho incontrato nella mia vita e gli amici che mi hanno sostenuto, una volta conosciuto il mio segreto.
Ora è tempo di allontanarmi. Per me è venuto il momento di scoprire cosa c’è oltre il calcio. A Londra da dove scrivo è l’una di notte e non posso essere più felice. La vita è così piena di cose incredibili. Ho capito che non avrei potuto godermi la vita se prima non fossi stato onesto. L’onestà è una str***a, ma rende la vita così semplice e limpida. Il mio segreto è svelato, io sono un uomo libero, posso andare avanti e vivere la mia vita come intendeva il mio creatore.

Nel suo futuro ora sembra esserci la moda, con il lancio di una linea di abbigliamento. Che questo coming out sia solo un'astuta mossa pubblicitaria? Possibile. Anche se personalmente ritengo che il coming out sia sempre una cosa abbastanza delicata e che nessun gay prende così tanto alla leggera, soprattutto se planetario. Comunque, anche se fosse... perchè no?

20 gennaio 2013

Regalo di Coming out per Nicholas

 

Il coming out con i propri genitori è sicuramente uno dei momenti più delicati e difficili per un gay. Ci si prepara mentalmente ad un ventaglio di reazioni che vanno dal drammatico al catastrofico! Dove drammatico sta per: "beh dai non è andata così male." La reazione dei genitori di Nicholas è stata, invece, decisamente insolita. Ha rivelato di essere gay ad Agosto e loro gli hanno fatto trovare, sul cuscino del letto, un libro come regalo. Harry Potter? Twilight? La gioia della fede di Joseph Ratzinger? Fuochino! Gli hanno regalato The Joy of Gay Sex! Tradotto: Prendilo con gioia La gioia del sesso gay che, senza offesa per la gioia della fede, ma è tutta un'altra gioia.
Assieme al libro una lettera di mamma e papà:

“Caro Nicholas, ci rendiamo conto che si tratta di un libro insolito da regalare ad un figlio per dei genitori. Ma preferiamo che non impari ciò che c’è da sapere sul sesso gay solo dai porno e neanche ci sentiamo qualificati, per ovvie ragioni, per darti consigli. Quindi speriamo che questo risponda ad alcune domande e aiuti a spiegare certe cose. Con amore, Mamma“
“Vogliamo che tu sappia che ti supportiamo in tutti i modi e che ti amiamo molto, anche se questo sembra un regalo strano. Con amore, papà“


Nicholas ha postato foto del libro e lettera sul suo Instagram con questo commento: 
“Ho fatto coming out ad agosto e questo era sul mio cuscino ieri sera. Vi amo, mamma e papà”

Che dire? Chapeau ai genitori di Nicholas! Avercene! 
Giusto per farvi capire la differenza, a me è andata proprio in un altro modo. Qualche giorno dopo averlo detto, sotto il mio cuscino, ho trovato... un rosario! Penso avesse lo stesso scopo della collana d'aglio per i vampiri. Mi dispiace, non ha funzionato!


15 gennaio 2013

Anche Victor Garber è gay: che stia diventando una moda?

Continua la corsa al coming out. Esattamente un giorno dopo il discorso di Jodie Foster ai Golden Globe, l'attore Victor Garber, noto ai più per il suo ruolo in Titanic, ha dichiarato di vivere con il suo compagno Rainer Andreesen.

In un' intervista con Greg In Hollywood gli è stato chiesto se fosse vero ciò che si legge in Wikipedia, ovvero che l'attore convive con il compagno. La sua risposta:

In realtà non ne parlo mai ma tutti lo sanno. Sarà al mio fianco ai SAG Awards.


L'attore è presente nel cast di Argo, il film diretto da Ben Affleck, vincitore ai Golden Globe.

Che sia l'inizio di un vero e proprio coming out-trend? Lo speriamo. Chi sarà il prossimo?
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