05 febbraio 2007

SEI GRASSAAAAAAA!

Io e la Fabiana tra gli innumerevoli vicini con inutile e chiassosa prole abbiamo una coppia di sposini con due figlie di circa 5/6 anni che abbiamo scoperto, fanno le modelle. Scoperto è una parola grossa perchè il loro genitori te lo spiattellano in faccia prima ancora di dire i loro nomi.
"Piacere queste sono le mie figlie modelle per Cavalli, Versace, D&G ecc... ah si chiamano - (come cazzo si chiamano poi?) - Giulia e Valeria”
e se le due future cocainomani non sono nei paraggi hanno un portafoglio pieno di loro fotografie da farti vedere sospirando e pretendendo ad ogni scatto un sussulto di gioia misto a incredulità. La cosa assurda è che le due bambine sono effettivamente molto carine e terribilmente viziate, ma i genitori sono degli autentici catenacci, soprattutto la madre che a fatica entra nel S.U.V.
Stanche di questo ParentPride io e la Fabiana una sera abbiamo pensato di lasciare nella loro posta una bella lettera anonima vecchio stile, di quelle fatte con i ritagli di giornale, indirizzata alla madre bue:
“sAppi Ke Le tUe fiGlie si drOgano peRchè si veRgoGNano di TE quaNdo le porTi alle sfiLate. PerCHè sEi GRASSAAAAAA!”

04 febbraio 2007

Guarda guarda senti senti

Il video è fantastico. Certo, lui è un attaccapanni ma è cosìccccarino.
Tra poco diventerà un tormentone quindi ne approfitto per pubblicizzarlo da subito.

P.S. Mio

03 febbraio 2007

Essere una Bionda

Se qualcuno, imbattendosi in questo blog utile e interessante come le verruche sui polpastrelli, ancora non avesse capito cosa significhi il termine Blondissma, e cosa sia esattamente una Bionda, ecco una squarcio di vita vissuta che credo spieghi con la stessa chiarezza di un abbagliante dritto negli occhi cosa voglia dire “Essere una Bionda”.
Come scritto nel post precedente, un bel giorno di neve, la mia macchina ha deciso di lasciarmi a piedi in una bella e folclorisitca viuzza a senso unico. Fortuna ha voluto che sulla mia destra ci fosse un posto libero dove piazzare la mia carretta morente. Sfortuna ha voluto che fosse un parcheggio a pagamento, così ho staccato direttamente un assegno alla macchinetta bastarda dei biglietti. Riesco a tornare a casa grazie a un bus che compreso nel prezzo mi fa fare un giro per tutto il Centro Italia prima di portarmi a destinazione. (Al prossimo che si lamenta del perchè non usiamo i mezzi pubblici gli strappo le unghie). Arrivo a casa e vado dritta dal mio meccanico di fiducia. Ormai è tardi e sta chiudendo (grazie bus) ma domani mattina si va assieme a vedere la macchina e se non parte si chiama il carro attrezzi. Fin qua di biondo c’è solo la sfiga, che solitamente è nera però da perfetta sfigata ha iniziato a farsi le meches.

La Bionda è quella che una volta a casa si ricorda che la macchina era in riserva e che forse si è fermata per questo. È quella che a questa idea rimane agghiacciata dalla figura di merda che potrà fare il giorno dopo col meccanico. È quella che rimane alzata fino a mezzanotte aspettando la sua coinquilina per andare assieme a rabboccare un po’ il serbatoio della macchina. E quando arriva, le bionde diventano due. E ravanando per la casa non riescono a trovare nulla che possa contenere un po’ di benzina se non un decanter per il vino. Sono quelle che sotto la pioggia passeggiano per i vicoli silenziosi alla ricerca della macchina con un decanter pieno di benzina in mano. Grazie al coltello del servizio per gli ospiti una tiene aperta la valvola di sicurezza del serbatoio e l’altra versa la benzina. Sono quelle che sorprese da un po’ di gente che usciva da una riunione comunale, non sanno escogitare nulla di meglio che fingersi statue di cera. E per finire, come se il tutto non sembrasse abbastanza assurdo, una delle due ogni tanto tira fuori la macchina fotografica e riprende il tutto.
Non ci credete? Neppure io e la Fabiana! Credo sia per questo che abbiamo fatto delle foto ricordo di questa Missione Sailor.

Vi ricordate quel giochino in cui si racconta la fine di una storia e gli altri devono capire cosa sia successo prima, facendo delle domande chiuse? Ecco, provatelo con i vostri amici. La fine della storia è questa: Una persona sotto la pioggia con un decanter pieno di benzina in mano dice a un’altra persona vicina: “Togli il flash quando scatti cretina!”

...a, per dovere di cronaca, alla fine la macchina non è partita comunque.

02 febbraio 2007

Detto fatto!

Breve riassunto del mese di Gennaio.

Finalmente ho deciso. Apro la partita iva. Faccio il grande salto. Basta stare tutto il giorno in studi pieni di pazzoidi, schizofrenici con disturbi della personalità. Ora faccio da sola.
Detto fatto. Vado dal commercialista e apro la mia bella P.IVA. Cambio anche banca, perchè quella vecchia ora che mi sono trasferita è troppo lantana ed è decisamente scomoda.
Detto fatto. E mi ritrovo per più di una settimana senza nè soldi nè bancomat e proprio sotto i saldi. Porca t...a! Ok va bene, ne approfitterò per starmene a casina e progettare per bene l’immagine coordinata del mio studio.
Detto fatto. Un paio di clic, quattro madonne ogni tanto per rompere la noia, qualche notte insonne pensando e ripensando a cosa fare e poi voilà: ecco il mio logo, i miei biglietti da visita, la mia carta intestata e un paio di idee per il mio sito che prima o poi metterò on-line. Ora tutto è a posto, si parte coi curriculum e col fare visita a quei due o tre studi che mi piacciono tanto e con cui vorrei lavorare.
Detto fatto. La mia macchina si ferma. È morta in una strada a senso unico nell’ora di punta. Niente panico. Chiama il meccanico che chiama il carrozziere e il giorno dopo la mia macchina è in officina completamente vivisezionata per riuscire a capire cosa minkia abbia. Un paio di settimana e finalmente la macchina risorge. Ora pare proprio a posto, non perde un colpo. YUPPI! Fantastico ora si può davvero iniziare a girare col mio Curriculum e tanto di Portfolio.
Detto fatto! Non trovo più il mio Curriculum...
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