La vittoria di Conchita Wurst all'ultimo chiacchieratissimo Eurovision Song Contest ha messo d'accordo praticamente tutti, un primo posto indiscusso, tranne per l'omofoba Russia che ha definito la cantante austriaca un "orrore europeo". Il consigliere di stato Slavic Committee in un comunicato stampa ha dichiarato: “La vittoria di Conchita Wurst all’Eurovision rappresenta il collasso completo dei valori morali dell’Unione Europea. Non abbiamo bisogno di questa Europa”.
“L’ultimo Eurovision ha esaurito la nostra pazienza – ha aggiunto inoltre la deputata del partito comunista Valery Rashkin -. Dobbiamo abbandonare la competizione. Non possiamo tollerare questa follia senza fine”. E così dal prossimo anno la Russia darà vita ad un nuovo contest a cui parteciperanno gli stati dell'ex Unione Sovietica.
Dopo la Vittoria di Conchita Wurst all'Eurovision, la Parodia era inevitabile! Geniale, incredibile, volgare, quindi non poteva non essere pubblicato su Blondissime!
E fu così che le proteste della Russia per cercare di bandirla, oscurarla o eliminarla dall'Eurovision hanno ottenuto l'effetto esattamente opposto. Cioè l'Europa dell'Eurovision ha fatto vincere Conchita Wurst, la drag queen barbuta.
La rappresentante austriaca si è esibita con un pezzo dalle sonorità molto 007, con un ottima voce e con un esibizione da pelle d'oca!
E se uno dei presentatori dell'Eurovision pare non ha potuto indossare i colori rainbow c'ha pensato Conchita a portarli sul palco dell'Eurovision, perché all'annuncio della sua vittoria sono spuntante tra il pubblico in mezzo alle bandiere di tutte le altre nazioni, decine di bandiere rainbow!
Ad Emma Marrone vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per averci fatto precipitare al 21esimo posto dopo gli ultimi ottimi posizionanti ottenuti da Gualazzi, Mengoni e Zilli, nonostante abbia trovato la sua esibizione molto più interessante rispetto a quelle dei suoi predecessori. Colpa della simpatia, della modestia, del mix esplosivo di intelligenza e raffinatezza? Bah! Chissà? Vista l'intervista rilasciata a Vanity Fair forse gli sta pure un gran bene!
“Ci tengo molto a questa opportunità e mi piacerebbe farcela per orgoglio personale, per poter dire “Ho conquistato l’Europa intera”. È brutto dirlo perché può suonare presuntuoso ma io sento di non dover dimostrare più niente ai miei detrattori. [...] Vincere l’Eurovision sarebbe importante perché vorrei dare un bello schiaffo morale a chi punta sempre il dito contro e magari un mio disco non l’ha mai ascoltato e un mio concerto non l’ha mai visto. [...]Sono qui a rappresentare l’Italia ma i complimenti più belli li ho ricevuti dalla stampa estera, assurdo. [...] Conchita Wurst? Senza barba non avrebbe alcuna chance, siamo seri. [...] Se non vinco m’incazzo”.
Al presentatore dell' Eurovision Song Contest, l'attore danese Pilou Asbæk (primo a destra), è stato impedito di indossare colori rainbow durante la manifestazione canora. L'attore aveva chiesto agli organizzatori di poter esprimere apertamente la sua contrarietà alle leggi anti-gay ma la sua richiesta non è stata accolta. La motivazione del rifiuto è a dir poco generica: l'Eurovison Song Contest non è una manifestazione politica, solo uno spettacolo canoro ai fini dell'intrattenimento.
Il presentatore si è ovviamente detto contrario a tale motivazione, poiché musica e politica da sempre sono difficili da separare e pensando proprio all'Eurovision risulta veramente difficile isolarlo completamente da un contesto politico. Infatti, tale manifestazione nacque subito dopo la seconda guerra mondiale, con lo scopo di "unire" le nazioni europee grazie al potere della musica: chiunque ami la musica e abbia voglia di divertirsi è il benvenuto. Eppure ora è proibito mostrare disapprovazione nei confronti delle leggi omofobe, o comunque mostrare sostegno verso la comunità LGBT europea, perché le nazioni europee dell'est costituiscono una parte molto rilevante del contest. Beh, questa non è di per sé una pesante scelta politica, che rischia di essere interpretata come una sorta di "sottomissione" e accettazione di alcune politiche dell'odio e dell'intolleranza?
La finale dell'Eurovision Song Contest verrà trasmessa questa sera da Rai 2 alle 21.00, purtroppo senza abiti rainbow.
Ieri sera mi sono recata per una cena a casa di amiche, e al mio arrivo le ho trovate tutte lì incollate alla tv, mentre guardavano delle vecchiette russe danzanti che cantavano e preparavano il pane, davanti a una mastodontica scenografia, con giochi d'acqua, effetti pirotecnici, mega schermi multicolor e piattaforme semoventi.
E sono rimasto folgorata! Avevo sentito parlare dell'Eurovision Song Contest in qualche blog ciarliero, ma onestamente non gli avevo mai dato troppo peso. E invece, dopo l'esibizione di queste eroine russe probabilmente fuggite da qualche gulag siberiano, ci siamo tutte incollate allo schermo fino all'ultima canzone! L'Italia era rappresentata dalla grande Nina Zilli, che non ha però portato la canzone di Sanremo ma un'altra "cosa" in inglese. Pare che la RAI si fosse spaventata per una possibile vittoria, visto che il Paese vincitore ha l'obbligo di organizzare l'evento dell'anno successivo. E da noi si sono cagati tutti sotto, visto che questi anche se erano in Adzerbaijan hanno tirato fuori un cazzo di spettacolo! Altro che Amici di Maria.
Ed eccolo, lui, dall'Estonia, con il brano che dedico a tutte voi: KUULA!
Ogni singolo brano è accompagnato da coreografie FROCISSIME più o meno improponibili, kitch ai limiti del Trash, e spesso superando abbondantemente questi limiti! Ci sono le popparole e le melodiche, la Mandinga Rumena (sì avete letto bene: MANDINGA!) che cantava non si sa perché in spagnolo, neanche fosse una Shakira dei primi periodi, e dalla Spagna il clone di Loredana Lecciso (grazie a @TheReal_Fra su twitter) la drag queen Cypriota e il travestito Gaitana dall'Ukraina, fantastiche nella loro inutilità. C'è la strillona Albanese, una specie di Bjork sotto ketamina. C'era NONCIPOSSOCREDERE Angun per la Francia (ma che fine aveva fatto?), e potrei elencarveli tutti e tutte, ma sarebbe troppo prolisso. Ciò che manca a questo spettacolo sono gli eterosessuali, visto che di cantanti, vuoi l'incappucciata Tooji dalla Norvegia, o gli improponibili gemelli Irlandesi, o la Tedesca timida e menosa (cariiiiiino), e il pipistrello marinaio turco...
In breve, la votazione ci lascia col fiato sospeso e ci troviamo a tifare per la povera Nina Zilli che si piazzerà nona. A vincere sarà l'indiavola regina della Wind Machine, la svedese Loreen, con Euphoria.
Tutto rigorosamente dal vivo, tutto rigorosamente spettacolare, divertente, per quello che l'anno prossimo mi vedrà in prima fila per guardarlo insieme ad una nutrita folla di amiche davanti alla tv: siete tutte invitate!!! Un applauso anche a Filippo Solibello e Marco Ardemagni, i divertenti commentatori italiani della serata su RAI2.