06 gennaio 2007

In un mondo di ladri

Non voglio crederci.
Vi ricordate di Aleandro Baldi? Quel cantante cieco (nel senso di non vedente) che cantò a Sanremo la canzone "Non Amarmi" in coppia con una donna che come tutte le donne ora mi sfugge il nome?
Bene. Anche questo ragazzo è un ladro. Non fatevi quindi commuovere da quegl'occhietti coperti da Ray Ban scuri, da quella bocca produttrice instancabile di sputi e saliva. Anche lui ha rubato quella canzone. E io ve lo dimostro.

"Non Amarmi" cantata da Aleandro Baldi & Tipa

Dimmi perche' piangi
di felicita'
e perche' non mangi
ora non mi va
dimmi perche' stringi
forte le mie mani
e coi tuoi pensieri
ti allontani....
io ti voglio bene
questo non lo so
stupido testone
dubbi non ne ho
anche se il futuro ha dei muri enormi
io non ho paura e voglio innamorarmi.
Non amarmi per il gusto di qualcosa di diverso
ma tu credi che sia giusto stare insieme a tempo perso
non amarmi e mi accorgo quant'e' vera una bugia
se il tuo amore non valgo non amarmi ma non mandarmi via.


"Non sporcarmi" scritta e interpretata da Medardo (1978)

Dimmi perché canti
Di felicità
E perché non schianti
Ora non mi va
Dimmi perché spingi
Forte sulle mani
Il tuo piccolo stecchino
Son sforzi vani
Io ti voglio bene
Ma io proprio no
Stupido ciccione
Secco ti farò
Anche se in futuro vedrò dei culi enormi
Io non ho paura e voglio assai bagnarmi
Non sporcarmi con quel gusto di qualcosa di diverso
Ma tu credi che sia giusto mandarmi tutto di traverso
Non sporcarmi e mi accorgo quant’è meglio se vai via
Ma perché tu non muori e mi lasci sporcare in compagnia

La Maglia

A meno che voi non vogliate coprirvi solo di centrini per questo inverno, credo sia meglio iniziare ad affrontare il discorso “maglia” grazie alla nostra Enciclopedia della donna, quella targata Blondissime e datata 1973 (il vero anno di nascita della Fabiana anche se non lo ammetterà mai).
Lo dico perchè in questi giorni è uscita in libreria la vera Grande Enciclopedia della Donna targata a suo tempo da Fratelli Fabbri e oggi ripubblicata da Rizzoli con introduzione di Lella Costa (respect).
Il mio invece non è altro che un libro sul taglio, cucito, ricamo e altri lavori “femminli” intitolato “L’ago e il filo”, ma le sue introduzioni e le spiegazioni sono scritte con un tono talmente entusiasta che ha tratti sembra quasi puro fanatismo religioso. Leggere per credere.


Se col lavoro all’uncinetto si può scherzare, col lavoro a maglia si fa sul serio. Abbandonato il ruolo di gioco piacevole, il lavoro a maglia assume dimensioni e fisionomia di una vera scienza. Tanto è ricco di regole e controregole da ricordare ed applicare, tanto è privo di indulgenza per distrazioni e pentimenti. (E probabilmente le espertissime del lavoro a maglia nascondono una lucida mente matematica sotto un aspetto mite e casalingo).
È comunque, il lavoro a maglia una disciplina rigorosa ma ricchissima di soddisfazioni, e conoscerne man mano i lati più segreti, e assimilarli, e applicarli nel modo giusto, è un’avventura piacevole e solleticante. Come spiegare infatti la gioia, il vero “senso di liberazione” che coglie quando si vede fiorire miracolosamente sotto gli aghi il punto più elaborato che era stato fino a poco prima solo una formula zeppa di monosillabi?
L’alloro della costanza, poi, incorona chi è riuscita a farsi un abito intero, o un soprabito, vera tesi di laurea della vocazione.
Così, già addestrate in gran parte agli asterischi e alle frasi sibilline dall’esperienza fatta con l’uncinetto, ci si può addentrare a cuor leggero nel mondo ancor più vasto del lavoro a maglia, espresso con parole limpide e - si spera - chiarificatrici, e con una documentazione fotografica più eloquente di qualsiasi discorso.

Incontri ravvicinati di qualche tipo

Centro Commerciale Millenia Mall, Orlando.
Io ed Eric a passeggio.

Incontriamo Jason.


IO: "Ma guarda un pò chi c'è, a volte ritornano..."
ERIC: " Fai silenzio. Ciao Jason!"
IO: "Jaasooon, come staaiii???"
smack! smack! smack!

JASON: "Bene, grazie, e blah blah blah?"
ERIC: "Blah blah blah, blah!"
JASON: "Blah blah blah, ahahah!"
IO: "Ahahahah!"
ERIC:" OK, ciao ci vediamo!"
JASON: " Ciao!"
smack! smack! smack!

Due metri più avanti.


IO: "Sbaglio o è ingrassato?"
ERIC: "Decisamente, credo sia per quello che porta le basette lunghe fino al mento."
IO :"E come se non bastasse ora mi devo lavare la faccia, mi avrà lasciato mezzo kilo di fondotinta sulle guance..."
ERIC: "Dai, non essere sempre così cattivo! Dici che mi ha sporcato la giacca? dai un'occhiata vah..."

03 gennaio 2007

Letterina a Babbo Natale n.3

Caro Babbo Natale,

No, NO E ANCORA NO. Non hai capito un bel niente di quello che ti avevo chiesto! Erano richieste così difficili da esaudire? Eh? Eh?

Voglio dire, non che con gl'altri tu sia stato più generoso.

Infatti ho visto l'ultimo video di Elisa. Poverina lo shampoo per i capelli potevi portarglielo almeno quest'anno...

Ho saputo anche che la moglie di Totty tra una letterina e un'altra si è fatta riempire come una zampogna per la seconda volta. E il calciatore si calmerà solo quando avrà messo al mondo almeno 5 marmocchi. Babbino, perché non hai fatto il previdente e non hai portato alla signora Ilary un apparato genitale nuovo visto che il suo tra poco rasenterà il suolo?

Non hai nemmeno portato un semplice antirughe a... va beh, non ho abbastanza spazio.

Sei cattivo, insensibile e opportunista. L'ultima parola non so cosa significhi ma suonava bene.

Con questo ti saluto e ti auguro un sereno 2007, nella speranza che per te sia l'ultimo.

Con gioia,

La Marchesa
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