30 luglio 2013

Porno vs. Sesso nella Vita Reale

 Surfando nella rete trovato questo meraviglioso video che spiega le differenze tra il sesso nei film porno e il sesso nella vita reale con il cibo. E ve l'ho anche tradotto, ma solo perché non avevo un cazzo da fare!

  • Il sesso nel porno è diverso da sesso nella vita reale.
  • Il pene delle star del porno è lungo in media 6-9 pollici (16-23 cm). Nella vita reale? dai 5 ai 7 pollici (12-17).
  • E se nei film gli attori hanno pochi peli lì sotto, nella vita reale il 65% delle donne e l'85% degli uomini li ha.
  • Le parti anatomiche femminili tendono ad avere una forma simile, quando invece le vagine reali sono in diverse forma, dimensione, e colore. 
  • Per l'eccitazione, le persone reali hanno bisogno di 10-12 minuti di "riscaldamento", mentre nel porno… 
  • Gli attori possono pompare per giorni, ma nella vita reale il 75% degli uomini eiacula in tre minuti. 
  • Le attrici sembrano avere sempre un orgasmo anche solo con la penetrazione, il 71% delle donne vere no. 
  • E il resto?
  • A differenza delle porno star, solo l'11.5% delle donna ha avuto un'esperienza omosessuale, e solo il 40% ha provato l'anale. Un 22% ha ammesso di farsi venire in faccia, e il 30% ingoierebbe. La porzione di donne che sono state in un esperienza di sesso a tre è inferiore al 20%. E se internet sembra popolata da donne che squartano, solo il 6% ammette di venire in quel modo. 
  • E per quanto riguarda il bondage? beh, solo il 40% l'ha provato. Cosa? eh, ma è tantissimo! 
  • Queste le differenze tra sesso nel porno e sesso reale… 
  • Non avete fame?



Manifesto per la visibilità del mestruo



"Non mi fido di una cosa che sanguina per cinque giorni e non muore." disse un giorno il Signor Garrison. Deve essere in risposta a una frase simile che questo gruppo di donne spagnole ha deciso di fondare un collettivo per la visibilità delle mestruazioni: Sangre Mestrual. Obbiettivo del collettivo? Girare in abiti bianchi mostrando a tutti le macchie del proprio ciclo mestruale.

Questo il loro manifesto:

MANIFESTO PER LA VISIBILITÀ DELLE MESTRUAZIONI
Per quelli che ci hanno indottrinato all’usa e getta. Per tutti quelli che speravano che rifiutassimo definitivamente il nostro proprio corpo.
Questo è il succo delle nostre viscere dal quale non scappo, una macchia senza limiti, un rispremere che non potete fermare. Il mio corpo si disperde, il mio pensiero anche. Con queste mutande macchiate di sangue come bandiera contro la dottrina del Potere, contro le strutture stabilite, vi faccio sapere che:
- Nel mio corpo decido io e così, ogni mese, mi libero dell’endometrio riaffermandomi nella mia decisione di controllare la capacità di riproduzione del mio corpo. Nella mia carne comando io.
- Ci riusciste a suo tempo però ormai non mi vergogno più di macchiarmi e pertanto, decido volontariamente di farlo esibendolo pubblicamente.
- Mi macchio e non mi fa schifo. Mi macchio e non mi faccio schifo. Non rifiuto il mio corpo, questa è la mia natura.
- Non sono neanche malata quando ho le mestruazioni, non sto male. Esattamente al contrario, mi riciclo in ogni periodo.
- Non è una maledizione nè un castigo divino. È una attività ormonale.
- Siamo stufe dei pregiudizi mestruali, della invisibilità.
- Visibilizzare le mestruazioni per visibilizzare il corpo come spazio politico.
Ci siamo stufate di chiedere assorbenti tra sussurri e sguardi complici.
Con questo manifesto metto un punto finale alla tirannia in cui mi avete educato. Non ci sarà più permissività da parte mia, le mestruazioni sono mie.

di Mar Cejas, 2009, Valencia


Insomma, queste fanno sul serio! Ma allora perchè non creare un collettivo per la visibilità del mocio che cola? Oppure delle sgommate di merda sulle mutande? O perchè non lasciare che il cerume coli sensualmente dalle orecchie, dopotutto molti dicono che pulirle faccia male. Proporrei anche un collettivo per la visibilità delle perdite di urina per le signore più attempate! Basta vergognarsi, siatene fiere! E che male vi hanno fatto le chiccole degli occhi? Lasciate che nidifichino allegramente intasando i dotti lacrimali e imperlando le ciglia come fresca rugiada. E lasciamo pure che le mutande rimangano incrostate da una polluzione nottura, fa virilità!
Insomma: stop alla discriminazione dei fluidi! Voi quale proponete?




27 luglio 2013

Sergio Divina: "Un figlio gay? Dovrei accettarlo. Ogni famiglia ha le sue disgrazie"


Fa scalpore, ma forse non troppo, la dichiarazione del senatore leghista Sergio Divina che, durante un'intervista a La Zanzara, la nota trasmissione di Radio 24, ha dichiarato: "Ho due figli un maschio e una femmina, e per fortuna sono eterosessuali. Se fossero gay mi dispiacerebbe molto, ma dovrei accettarlo", ha poi proseguito, spiegando che "un figlio te lo tieni in quel modo, anche se fosse un delinquente, ti tieni anche un figlio deficiente e cretino. Ogni famiglia ha le sue disgrazie".
Non contento della figura di merda ha ben pensato di attaccare pesantemente il decreto anti-omofobia:
"Ormai finirà dentro solo chi parla perché chi stupra sarà subito in libertà", ha dichiarato in trasmissione "Al Papa puoi dire di tutto ma non puoi fare una vignetta sull'Islam o dire a una persona che non è normale, come per i gay." "Se dico a un mio vicino 'montanaro, torna nei tuoi boschi' non è grave", ha concluso infine, "se invece dico alla Kyenge che deve tornare nel suo paese invece è reato".

Un paio di umili consigli:
1. Se di cognome fai DIVINA, tutto ciò che dici contro i gay non è credibile a prescindere.
2. Spera con tutto te stesso che insultare una persona sia sempre reato, almeno avrai un modo per difenderti da quello che molte persone hanno da dirti, in particolar modo figli e genitori. Padri e madri degni di essere definiti tali.

Buon weekend... in surf!


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